È nata una star?

È nata una star?


Lucio Pellegrini

Commedia | Italia
(2012)

Marco frequenta la scuola alberghiera. Vuole fare il cuoco. Nel tempo libero, fa pure l’attore porno. È il suo esordio, per carità: finora ha “presenziato” solo nel casalinghissimo “Dottor Trombhouse”. Quando la cosa viene portata all’attenzione dei genitori Lucia (Luciana Litizzetto) e Fausto (Rocco Papaleo) da una vicina di casa vendicativa e parecchio pettegola, l’affaire porta lo scompiglio in famiglia: punirlo? Lasciarlo fare? E da dove viene questa particolare dote del buon Marco?

Da queste premesse muove “È nata una star?”, nuova pellicola di Lucio Pellegrini (all’attivo “E allora mambo!”, “Figli delle stelle” e qualche capatina televisiva tra cui “La strana coppia” e “I liceali”), basata sull’omonimo romanzo di Nick Hornby: un romanzo tutto british trapiantato nell’allegra classe medio-bassa torinese, abbastanza allegra da non annusare nemmeno di sfuggita il presente del Paese-mondo (certo, al netto dei sorrisetti sui melting pot in corso tra i banchi delle elementari di tutto lo Stivale). Se ci sono crisi, se ci sono messe in discussione di status quo cementati, queste passano quasi del tutto inosservate: prevale la situazione farsesca, a contraltare di un tono bonario e paternalistico, di una morale-non-morale che disorienta al culmine di una sceneggiatura immobile e ricorsiva. La soluzione all’empasse familiare non passa attraverso alcun cimento.

Non basta quindi il mestiere di Littizzetto e Papaleo, singolarmente capaci di reggere gli episodi comici ma acerbi nell’interplay, né il fantastico sguardo svampito di Marco, interpretato da un promettente Pietro Castellitto (figlio di cotanto Sergio). Non basta neanche il baffo consolatorio del buon Brunori Sas, una delle nuove leve del cantautorato italiano che porta le sue note per la prima volta sul grande schermo. Non basta perché la più sfumata ironia di Hornby sublima in un patchwork di burle, dolori della crescita e melanconie di mezza età, e lo sforzo di scrittura dei personaggi è sacrificato all’altare del “i figli ssò piezz’e core”.  Derive e incertezze a parte, “È nata una star?” riesce a strappare parecchi sorrisi, tenendosi lontano dalle logiche strettamente serializzanti che stanno dominando le commedie nostrane degli ultimi anni.

27/03/2012

Cast e credits

Distribuzione
Warner Bros Italia
Durata
95'
Produzione
IBC Movie, Warner Bros. Entertainment Italia
Sceneggiatura
Lucio Pellegrini, Massimo Gaudioso, Michele Pellegrini
Fotografia
Gian Enrico Bianchi
Scenografie
Roberto De Angelis
Montaggio
Clelio Benevento
Musiche
Brunori Sas
Costumi
Silvia Nebiolo

Trama

Lucia e Fausto scoprono che il figlio Marco si è lanciato nel mondo del porno. Come reagire?
Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale

L’amore che rimane
L’amore che rimane

Pálmason si fa cantore della semplicità e mette in scena un'elegia del quotidiano in cui il paesaggio, rispettato e custodito dai personaggi, diventa protagonista e spazio emotivo del racconto

The Sea
The Sea

Premiato ai locali Ophir Awards, il candidato israeliano al Premio Oscar per il miglior film internazionale "The Sea" di Shai Carmeli-Pollak narra il viaggio clandestino di un giovane palestinese attraverso Israele secondo i canoni del road movie e del coming of age più classici, che si condivide più di quanto si apprezzi