Nessuno mi può giudicare

Nessuno mi può giudicare


Massimiliano Bruno

Commedia | Italia
(2011)

La commedia all’italiana ci manca molto. Ci manca quell’inconfondibile stile dei nostri autori passati, capaci di scrivere con una mano battute irresistibilmente comiche e con l’altra riflessioni profonde e alla portata di tutti su che cosa è il nostro Paese. Senza scomodare i grandi maestri dei decenni d’oro, registi e sceneggiatori bravissimi fotografi dell’Italia contemporanea li abbiamo avuti sempre. Tranne in quest’ultimo periodo, in cui invece è accaduto uno strano fenomeno inverso. Vale a dire, una serie lunghissima di uscite cinematografiche nostrane presuntuose, esageratamente ambiziose, che annunciavano il ritorno in pompa magna della Commedia, senza però averne alcuna forza tipica.

Dal Checco Zalone plurimilionario all’Antonio Albanese troppo stereotipato, fino alla definitiva eclissi della stella Fausto Brizzi, ormai accucciato sugli allori della sua rendita da autore di “cinepanettoni”. Tutti i campioni d’incasso di questo 2011 hanno solo sfiorato in superficie quella che è la realtà dell’Italia attuale. Non che l’esordio di Massimiliano Bruno riesca a fare molto di meglio, ma “Nessuno mi può giudicare”, almeno, riesce a catturare meglio i “tipi” classici del panorama nazionale.

E se anche la storia della donna della Roma bene che può sopravvivere ai debiti solo inventandosi escort appare troppo debitrice della cronaca degli ultimi tempi, tradendo troppa voglia di inseguire la curiosità morbosa del grande pubblico, è pur vero che il film, sinceramente, fa ridere. E riesce anche a dare uno spaccato di un gruppo sociale variegato e abbastanza originale. Così tutti, dal belloccio Raul Bova al razzista Rocco Papaleo (sua la battuta cult “ve lo meritate Nanni Moretti”), dalla prostituta Anna Foglietta (la più brava di tutti) alla protagonista Paola Cortellesi (poco credibile, a dire il vero, in questo doppio ruolo), tutto il cast gira bene in questo piccolo affresco corale di un mondo romano che ha conosciuto il benessere e combatte contro la sua stessa dignità per non affondare nel malcostume e nel degrado morale.

Bruno deve migliorare su tante cose, la regia, spesso, tradisce una pigrizia che ha qualcosa di televisivo. Ma la sceneggiatura, come detto, regala momenti di comicità autentica e spunti di riflessione intelligenti sulla realtà che ci circonda. Non si tratta, forse, di riflessioni che portano a una visione d’insieme del nostro Paese, come i maestri che non citeremo riuscivano spesso a fare, ma per un giovane autore esordiente, soprattutto se comparato alla media molto deludente dei colleghi che hanno tentato negli ultimi tempi un percorso artistico simile, è un inizio incoraggiante.

01/04/2011

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
95'
Produzione
* Italian International Film, Banca popolare di Vicenza, Rai Cinema
Sceneggiatura
Massimiliano Bruno, Edoardo Falcone
Fotografia
Roberto Forza
Scenografie
Sonia Peng
Montaggio
Luciana Pandolfelli
Musiche
Giuliano Taviani, Carmelo Travia
Costumi
Alberto Moretti

Trama

La trentacinquenne Alice vive in una bella villetta ai Parioli: ha un marito, un figlio di nove anni e tre domestici extracomunitari. La sua vita sembra un sogno dorato, ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito muore in un incidente e il suo avvocato le spiega che è rimasta sul lastrico. Alice e suo figlio lasciano i Parioli e vanno a vivere nella periferia romana, pesci fuor d'acqua nell'oceano multietnico dell'estrema periferia. Trovandosi sommersa dai debiti, Alice deve inventarsi qualcosa per salvare la sua vita e quella del figlio e l'unico modo che trova per guadagnare denaro in poco tempo è fare la escort.
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