Oltre le nuvole, il luogo promessoci

Oltre le nuvole, il luogo promessoci


Makoto Shinkai

Animazione, Coming Of Age, Fantascienza | Giappone
(2004)

Ennesima uscita-evento dedicata all’animazione da parte di Dynit in collaborazione con la Nexo Digital che questa volta decidono di distribuire “Oltre le nuvole, il luogo promessoci” (traduzione fedele del titolo originale Kumo no mukō, yakusoku no basho), nonostante si tratti del lungometraggio col quale Makoto Shinkai esordì nel 2004. (Ri)vedere questo film in sala a distanza di tredici anni, quindi col senno di poi del prosieguo della carriera dell’animatore nipponico, sottolinea in modo ancora più marcato tutte le linee tematiche, qui già presenti, che costituiscono la fisionomia e il carattere del cinema di Shinkai.

La storia è ambientata in un Giappone alternativo che, dopo una guerra mondiale, si ritrova suddiviso tra Nord e Sud: questa divisione somiglia a quella che corre lungo il 38° parallelo tagliando in due la Corea, ma la suggestione fanta-politica pur essendoci non diventa mai protagonista della narrazione. Nel momento in cui essa inizia, solo Hokkaidō è sotto la sfera d’influenza dell’Unione (Sovietica) e il confine è segnato da una colossale torre bianca che arriva fino al cielo. Come in tutti i lavori successivi del regista, i protagonisti pertengono alla sfera shonen, ossia sono ragazzi che conosciamo durante la loro vita scolastica; e, sempre come accadrà, sono ragazzi che diventano giovani uomini e giovani donne creando un ponte fatto di ricordi tra passato e presente. Come può prevedere chi conosce “5 centimetri per secondo” o il da poco distribuito “Your Name.“, anche “Oltre le nuvole, il luogo promessoci” ha una narrazione che segue più punti di vista che scorrono paralleli. I protagonisti sono due amici dell’ultimo anno, Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa, che lavorano durante le vacanze in una fabbrica, con l’obiettivo di concludere un velivolo di loro ideazione col quale volare fino alla torre bianca. Sayuri Sawatari, loro compagna di scuola, inizia a frequentarli scoprendo il loro progetto e si fa promettere di farsi portare quando partiranno per la loro avventura. Dal giorno dopo, però, la ragazza sparirà dalla circolazione e i due amici si divideranno: Takuya diverrà un fisico che lavora a test sugli universi paralleli, esperimenti a quanto pare speculari a quelli sviluppati attraverso la torre bianca dall’Unione; al contrario, Hiroki si farà risucchiare dall’anonimato metropolitano di Tokyo, sentendo il peso della perdita e della mancata promessa fatta a Sayuri, la quale, da tre anni, dorme in una stanza d’ospedale affetta da una misteriosa forma di narcolessia. Di notte Hiroki sogna i luoghi di quei giorni spensierati, ormai smarriti nel tempo, avvertendo la lancinante assenza di Sayuri: in effetti, quel che sogna il ragazzo è sognato a sua volta dall’addormentata Sayuri. Spicca, da queste poche righe di trama, l’assoluta continuità tematica dell’opera di Shinkai, ossessionato sin dall’esordio dalla nostalgia, dai ricordi e dai destini incrociati in una bolla onirica fuori dal tempo e dallo spazio.

“Oltre le nuvole, il luogo promessoci” presenta sequenze o immagini che diverranno in breve veri e propri segni distintivi dello stile del regista, quasi la sua griffe: gli incroci alla stazione del treno, seguire con lo sguardo una scia nel cielo, lo scambio dei/nei sogni e il conseguente straniamento nel risveglio. In quest’esordio, c’è persino un incontro ambientato in un luogo liminare, a metà tra il sogno e la realtà, esattamente come accadrà dodici anni più tardi ai protagonisti di “Your Name.”. Eppure, i futuri topoi della poetica dell’autore non seguono un preciso ordine o uno scopo narrativo, bensì sono elementi eterogenei di una scrittura farraginosa e poco attenta alle tempistiche del racconto e alla scansione del tema amoroso da quello fanta-bellico. Invero, si palesa come Shinkai si trovi impacciato nel costruire un meccanismo di tensione e di attesa senza scadere nel cliché o senza far leva sul rapporto di amicizia e di amore fra i tre amici, che rappresenterebbe l’elemento realmente personale della trama: non mancano spiegazioni forzate e date fuori tempo massimo, né una trama che va incanalandosi nello stereotipico percorso di redenzione/unificazione del mondo grazie alla purezza del sentimento (di Sayuri e Hiroki). Le motivazioni dei personaggi rimangono talvolta obliati dalla narrazione ellittica e la caratterizzazione della prima parte, quella giovanile, costruita sulla narrazione fuori campo che comprende i tre punti di vista rimane strozzata dalla struttura spezzettata, fermando le personalità dei personaggi a una fase embrionale.

Non è solo la narrazione ad avere lacune e debolezze poiché, in “Oltre le nuvole, il luogo promessoci”, il regista non riesce a far spiccare nemmeno le sue doti artistiche. Non ancora intrapresa la via del fotorealismo digitale, quest’esordio realizzato a tecniche miste ha un character design dai tratti piuttosto semplici e poco originali, mentre i fondali risultano spesso statici e non posseggono la certosina cura per il dettaglio che sarà un marchio di fabbrica dell’animazione del regista. In particolare, si può notare che nonostante le varie inquadrature di cieli, tramonti, fonti luminose, manchi il ricorso al lens flare e l’attenzione alla rifrazione della luce, stilemi che si affermeranno successivamente. Altro appunto di natura tecnica riguarda il montaggio assolutamente schizofrenico: se è lento e rilassato soprattutto nelle scene giovanili, diviene serrato fino al frenetico nei momenti rivelatori; questa discrasia ritmica rende di difficile lettura alcune sequenze, facendo sorgere il dubbio di una conseguenza determinata da problemi produttivi piuttosto che una ponderata scelta estetica (che, peraltro, resterebbe avulsa dal timbro narrativo). Il montaggio sincopato vorrebbe forse donare una certa enigmaticità, qualità dei capolavori di altri grandi animatori che flirtano con le atmosfere ucroniche e sci-fi, come Mamoru Oshii o Hideaki Anno, ma in alcuni frangenti rendono le immagini solo inutilmente confuse.

Concludendo, il recupero non è privo di interesse, soprattutto per completare la filmografia del regista e poter avere una panoramica sulla sua evoluzione artistica, benché l’opera in sé, pur con qualche spunto di valore, risulta debole e ancora involuta. Il cinema di Shinkai crescerà gradualmente di lavoro in lavoro, fino a giungere alla maturità di opere ben più profonde e compiute.

10/04/2017

Cast e credits

Titolo Originale
Kumo no mukō, yakusoku no basho
Distribuzione
Dynit, Nexo Digital
Durata
90'
Produzione
ADV Films, CoMix Wave
Sceneggiatura
Makoto Shinkai
Musiche
Tenmon

Trama

Il Giappone dopo la seconda guerra mondiale si è diviso in due parti, una sotto il controllo degli Stati Uniti e una legata all'Unione Sovietica. Negli anni novanta il paese si riunisce e soltanto Hokkaidō rimane occupata dai sovietici, i quali costruiscono una torre smisurata che è in realtà un'arma in grado di trasformare il mondo in un universo completamente differente. Hiroki Fujisawa e Takuya Shirakawa, due amici all'ultimo anno di scuola media, stanno costruendo un aereo per realizzare il loro sogno di volare vicino alla Torre di Hokkaido, imponente costruzione visibile anche a molti chilometri di distanza. Sayuri Sawatari, compagna di classe dei due, inizia a frequentarli e si fa promettere che la porteranno con loro quando il velivolo sarà finalmente in grado di decollare.
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