I padroni della notte

I padroni della notte


James Gray

Poliziesco | Usa
(2007)

L’asfissia del contesto descritta da James Gray nello splendido “I padroni della notte” non dà adito a dubbi: ai personaggi, determinati dalla nascita, non è concesso libero arbitrio. Non hanno a disposizione che il simulacro della scelta, il fantasma illusorio dell’autodeterminazione. Per loro dirazzare è impossibile, il contesto torna a batter cassa ed esige il suo credito in modo tanto più prepotente quanto più scriteriato è il loro tentativo di evaderlo.

Che fine fanno gli uomini sotto questa cappa opprimente? Che cosa rimane della loro autonomia? Frammenti. Schegge. Particelle, anzi particolari. Ed è questo il cinema squadernato da “We Own the Night”: un cinema di particolari che resistono alla pressione contestuale. Sono dettagli intrisi di paura, l’unico straccio di sentimento lasciato all’individuo. Paura di essere colpiti, smascherati, eliminati.

È sorprendente notare come il linguaggio cinetico di questo film sia lontano dalla grammatica dinamica di qualsiasi altro cinema: anziché sacrificare le reazioni dei personaggi alla logica dell’azione, Gray mortifica la scorrevolezza del fraseggio all’imponenza delle espressioni dei volti. Imponenza come grandezza e come oggetto che si impone. Esemplare la sequenza automobilistica della sparatoria: una manciata di inquadrature all’esterno della macchina e poi via dentro l’abitacolo, appiccicati al volto terrorizzato di Bobby (un Joaquin Phoenix gloriosamente imbalsamato).

Lezione di antieconomia cinematografica: togliere peso all’azione spettacolare, concentrare il dramma nelle reazioni facciali del protagonista. Nessun altro regista (nella Hollywood di ieri e oggi) avrebbe il coraggio di deprivare cineticamente il suo film. Gray sì. Sommo rispetto.

(In collaborazione con Gli Spietati)

30/12/2008

Cast e credits

Titolo Originale
We Own the Night
Distribuzione
Bim
Durata
105'
Produzione
2929 Productions, Industry Entertainment
Sceneggiatura
James Gray
Fotografia
Joaquin Baca-Asay
Scenografie
Ford Wheeler
Montaggio
John Axelrad
Musiche
Wojiciech Kilar
Costumi
Michael Clancy

Trama

1988. Bobby Grusinski gestisce locali, a stretto contatto con la malavita organizzata russa. Suo padre e suo fratello, pezzi grossi della polizia, indagano su uno dei clienti di Bobby. Scorrerà il sangue
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