Sex and the City

Sex and the City


Michael Patrick King

Commedia | Usa
(2008)

Ci ha insegnato che se newyorkesi non si nasce, lo si può diventare. Basta avere una buona dose di ironia e determinazione. “Sex and the City” ci ha insegnato anche che le donne possono essere spregiudicate in tema di sesso, e se poi si mettono a parlarne, si salvi chi può.

The Big Apple, città della finanza e dei locali alla moda, ma anche territorio delle scorribande di un gruppo di ragazze unite da una amicizia (quasi) perfetta, può essere un buon posto dove cercare l’amore. Questi, insieme a splendidi vestiti e scarpe da urlo, gli ingredienti essenziali della serie prodotta dalla Hbo che ha cambiato il modo di vedere e vedersi delle donne in buona parte del mondo. Con costernazione prima, e buona pace poi, dell’universo maschile che ha dovuto rassegnarsi alla nuova mania-follia dell’altra metà, appunto, della mela. E dopo una lunga fase di rifiuto e aspra contestazione, non è stato difficile vedere uomini, quand’anche con aria da cospirazione, acquistare per le proprie compagne la collezione completa della serie, oppure seguire con divertimento le avventure di Carrie Bradshaw e delle sue amiche. Ridere per le battute al fulmicotone di Samantha, la statuaria bionda pr senza tabù sessuali. Commuoversi insieme a Charlotte, la romantica brunetta bon ton che vede infrangersi a uno a uno i sogni dell’adolescenza. Solidarizzare con Miranda, l’austera avvocato dai capelli rossi, cinica e carrierista, che per prima diventa mamma. E naturalmente, seguire con trepidazione l’evolversi della storia d’amore tra Mr Big e Carrie, la brillante giornalista che fa da collante a tutte le vicende delle quattro ragazze.

La serie “Sex and the City” aveva dipinto un’immagine di New York che è servita a capire meglio come si vive oggi nelle metropoli del mondo occidentale. Il sesso esibito come uno status-symbol. L’immagine che supera di gran lunga la sostanza. Il successo nel lavoro come elemento essenziale di accettazione sociale. Ma anche il recupero di valori come la coppia e la famiglia, intesa come il gruppo di affetti che ci si costruisce nel corso della vita e non tanto come il nucleo di legami in cui si nasce.

“Sex and the City” può essere anche oggetto di critica, per la leggerezza con cui ha dipinto una società altrimenti molto complessa e piena di contraddizioni. Eppure non ha rinunciato a fare da specchio anche a momenti drammatici, come l’11 settembre. Nessun accenno diretto alla tragedia delle due torri, non sarebbe stato coerente con lo spirito del prodotto, ma una esperta prova d’autore nella puntata in cui Mr Big lascia la Grande Mela per trasferirsi in California, con la quale si dichiara apertamente l’immenso amore dei newyorkesi per la propria città.

Da allora la serie è diventata più compresa, più drammatica, è maturata insieme alle sue protagoniste, che progressivamente raggiungono l’unico obiettivo per cui hanno costantemente lottato: l’amore. Ed è esattamente qui che le troviamo all’inizio del film, uscito in questi giorni nelle sale italiane.

“Sex and the City – The Movie” è l’ulteriore tassello della storia di Carrie, Samantha, Miranda e Charlotte, e speriamo che sia l’ultimo. Non si sentiva la necessità di aggiungere qualcosa alla serie, che aveva già detto tutto. Fedele alla tradizione hollywoodiana dei sequel, anche questo gioiello perfetto si corrompe nella ricerca dell’ennesimo profitto.

In effetti le premesse c’erano. Ascolti straordinari, successo planetario e tutte le griffe disposte a sponsorizzare il progetto. Quelle, in effetti, non mancano. Ma per il resto, noia generalizzata. Non c’è nemmeno un grammo di quella graffiante ironia, quasi sberleffo, che caratterizzava ogni microstoria della serie. Qui, le regole del lungometraggio impongono una sceneggiatura principalmente concentrata sull’ennesima crisi tra Carrie e Big. Non c’è una vera evoluzione dei personaggi, che continuano a rimanere uguali a sé stessi. C’è una buona dose di sesso, e una generosa esibizione di corpi nudi e muscolosi. Qualche accenno vagamente razzista e sessista, e anche l’amicizia tra le ragazze risulta scontata. Le battute di Samantha suonano mosce, la rigidità di Miranda ha un po’ stufato, Charlotte è il ritratto della felicità (e quindi, non c’è pathos) e Carrie non ha più niente di nuovo da raccontare. Non a caso, il mitico Apple protagonista di molte inquadrature della serie è nel film utilizzato principalmente da Louise, la nuova assistente della scrittrice che non scrive più.

Sullo sfondo, anche New York sbiadisce. Seppure nella serie non se ne vedesse molta, la città si faceva intuire, capire, conoscere attraverso il racconto. Il film, invece, non apre nuovi spazi e non narra niente di nuovo.

Insomma, i fan di “Sex and the City” non avevano veramente bisogno di questo capitolo. Vedere il film una volta basta, ma può essere che il Dvd, che senz’altro uscirà, riscuoterà un buon successo di vendite. In effetti sarà difficile rinunciare a questo pezzo, ancorché poco pregiato, della collezione. Un po’ come l’ultimo disco della grande star degli anni che furono: non stupisce più, ma si fa ascoltare.

10/06/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Sex and the City - The Movie
Distribuzione
01 Distribution
Durata
148'
Produzione
Darren Star Productions, HBO Films, New Line Cinema
Sceneggiatura
Michael Patrick King (dal romanzo di Candace Bushnell)
Fotografia
John Thomas

Trama

Sono passati tre anni dalle ultime avventure delle quattro eroine della serie. Ognuna si è felicemente sistemata. Samantha è a Hollywood con Smith il suo giovane fidanzato attore. Miranda, Steve e Brady vivono a Brooklyn, e lei è un avvocato di successo. Charlotte si occupa della sua bimba Lily e di suo marito Harry. Carrie ha finalmente ritrovato il suo amore di sempre, Mr Big, e ora hanno deciso di sposarsi. New York sta quindi per perdere la sua ultima, splendida single. Ma non è detta l'ultima parola.
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