Soap opera

Soap opera


Alessandro Genovesi

Commedia, Grottesco | Italia
(2014)

Il festival di Roma 2014 si è aperto nel modo più grottesco che si possa immaginare. Dopo aver illustrato i meriti della sigla Rai del festival 2013, che ha ottenuto un importante riconoscimento internazionale, Marco Müller (lo stesso che, alla sua prima gestione, aveva osato aprire il festival con un film kazako: “Aspettando il mare” di Bakhtiar Khudojnazarov, 2012) introduce la luccicante platea zeppa di vip ed esponenti delle istituzioni ad un film aborto.

“Soap opera” di Alessandro Genovesi (regista de “Il peggior Natale della mia vita” e “La peggiore settimana della mia vita”) è pellicola di scarso appeal commerciale (in un momento di benedetto regresso della commedia italiota), di infimo valore artistico, e di rilevanza internazionale pari a zero.

Si tratta, a tutti gli effetti, dell’ennesima, sconfortante, “marchetta” propria delle logiche sistemiche italiane, interna al duopolio Rai-Mediaset. La pellicola è infatti prodotta da Colorado Film, in associazione con Medusa Film (presenti in sala Carlo Rossella e Giampaolo Letta, quest’ultimo in compagnia del parente Gianni). Ci recitano, fra gli altri, esimi esponenti dell’universo mediaset come Fabio de Luigi e Ale e Franz. Insieme a loro, Ricky Memphis, Diego Abatantuono, Cristiana Capotondi, Elisa Sednaoui e, in un imbarazzante cameo, Caterina Guzzanti.

A Marco Müller, al regista sceneggiatore di questa oscenità – e per esteso a chi ha ridotto il cinema italiano al punto di ritenere concepibile presentare “Soap opera” alla serata d’apertura di un festival internazionale – urliamo vergognatevi!

“Soap opera” vorrebbe essere la caricatura esagerata di tutti i luoghi comuni tipici delle soap, senza minimamente avere il coraggio di graffiare, o la capacità di affrontare radicalmente ed esplicitamente un discorso critico. Il risultato è una commedia inverosimile, che non fa quasi mai ridere, infarcita di situazioni irreali e dialoghi imbarazzanti fra figure dai caratteri improbabili. Meglio, molto meglio le soap. Che sono più oneste, con tutti i loro limiti, di questo prodotto spacciato per cinema, che si permette l’ambizione di prendersi gioco delle soap.

Siamo pronti a scommettere che nemmeno il pubblico di massa – unico reale target di riferimento di questa operazione commerciale – possa premiare una messa in scena così artefatta e implausibile, girata interamente a Cinecittà fuori da ogni possibile coordinata (dov’è fra l’altro in Italia che nevica costantemente in quel modo e al contempo si parla un guazzabuglio di dialetti incoerenti?).

In questo film, tutto è raffermo.

I tempi comici sono dilatati, e il regista vorrebbe mantenersi brillante e al contempo grottesco, in un tentativo intellettualistico di riecheggiare Wes Anderson che risulta francamente penoso e posticcio. Solo dopo un buon quarto d’ora ci si rende infatti conto, con incredulità, che il grottesco esibito con caparbia insistenza vorrebbe essere una parodia delle soap televisive. Che, dunque, dovremmo costringerci a non sospendere l’incredulità, prendendo per deliberatamente irrealistica ogni situazione rappresentata. Le circostanze del film aspirerebbero ad essere, appunto, soltanto la parodia metalinguistica dei più triti luoghi comuni delle soap: gravidanze, tradimenti, coincidenze, funerali, incidenti, incroci amorosi, coppie separate che si rimettono insieme. Chi più ne ha più ne metta, in un trionfo di iperboli e recitazioni macchiettistiche, costantemente sopra le righe. Ci è voluto un bel coraggio da parte del cast ad accettare di prender parte a quest’infelice operazione, condotta senza talento e senza coraggio.

22/10/2014

Cast e credits

Titolo Originale
Soap Opera
Distribuzione
Medusa Film
Durata
86'
Produzione
Colorado Film, Medusa Film
Sceneggiatura
Alessandro Genovesi
Fotografia
Federico Masiero
Montaggio
Claudio Di Mauro

Trama

Francesco ancora innamorato della ex Anna, che scopre essere incinta di un altro uomo, Paolo che aspetta un figlio dalla moglie ma viene assalito da dubbi in merito alla propria sessualità, la bellissima Francesca il cui ex fidanzato si è appena suicidato, Alice star di una nota soap opera televisiva e con la passione per gli uomini in divisa, Gianni e Mario, gli esilaranti fratelli legati strettamente da un incidente che costringe uno dei due su una sedia a rotelle e l'altro ad accudirlo, vivranno una notte piena di colpi di scena, alla fine della quale la vita di tutti si ritroverà irrimediabilmente cambiata
Silent Friend
Silent Friend

Un albero osserva le tre storie parallele che si svolgono in epoche diverse nella stessa università in Germania: un professore bloccato dal lockdown, la prima studentessa donna a biologia, un progetto per parlare con le piante negli anni '70

Let Us Through, Dear Ancestors
Let Us Through, Dear Ancestors

VENEZIA 83 - Lav Diaz ritorna alla Mostra del cinema, pur fuori concorso, con "Makikiraan Po", pellicola che espande la riflessione del regista sul passato delle Filippine, andando fino alle origini coloniali, così come quella sulla forma stessa del suo cinema in evoluzione

Un détour par Diane
Un détour par Diane

VENEZIA 83 - Premiato meritatamente come miglior film di Orizzonti, il film di Anne Sirot e Raphaël Balboni esplora con grande senso dell'umorismo il trauma della violenza di genere attraverso le generazioni, grazie a una protagonista senza freni e uno spirito libero

NAZA
NAZA

VENEZIA 83 - Premio speciale della Giuria alla kermesse veneziana, "NAZA" di Yuval Abraham e Rachel Szor è la dissezione minuziosa del funzionamento della macchina di controllo e sterminio israeliana, un documentario tanto rigoroso nella forma quanto travolgente nel contenuto

DAU
DAU

VENEZIA 83 - Uno dei film più ambiziosi del secolo, kolossal sulla dittatura divagante e sconclusionato ma anche esperienza unica che rapisce per più di tre ore. Vincitore del Leone d'argento per la miglior regia

Coyote vs. Acme
Coyote vs. Acme

Destinato inizialmente a venire distribuito nel 2023, "Coyote vs. Acme" è invece una delle soprese di questo 2026, capace di suscitare riflessioni che vanno ben oltre la confezione apparentemente superficiale nella quale è stata impacchettata la sua distribuzione

Arrested Memory
Arrested Memory

VENEZIA 83 - Arriva al Lido l'apprezzato regista giapponese SABU con la co-produzione con Taiwan "Arrested Memory", un efficace pastiche fra heroic bloodshed, commedia e poliziesco che ribadisce la continua capacità di reinventarsi di un autore (e di un'industria)

Furies
Furies

VENEZIA 83 - Esordio sulla lunga distanza del libanese Rami Kodeih "Furies" è uno heist movie che si barcamena con efficacia fra aspettative di genere e ambizioni drammatiche e di critica sociale, una frenetica epopea criminale al femminile in una Beirut che implode