Super Mario Galaxy – Il film

Super Mario Galaxy – Il film


Aaron Horvath

Animazione | Giappone, Usa
(2026)

All’inizio del film c’è una scena in cui i due Mario Bros. per esplorare una zona buia estraggono un fiore dalla tasca, di conseguenza la loro tuta diventa bianca e appare una fiamma nelle loro mani. Non c’è nessuna spiegazione o contestualizzazione narrativa di questo, nessuna causa nel passato o conseguenza nel futuro. Accade. Almeno è presto chiarito che, a meno che non siate fan della Nintendo, come chi scrive, questo film è completamente privo di senso dall’inizio alla fine per voi. Ma ha almeno senso per un fan della Nintendo? A un certo punto del film compaiono i Pikmin. Di nuovo, nessun senso narrativo. Appaiono di fronte ai nostri occhi e poi scompaiono. Sostanzialmente una pausa pubblicitaria in un film che è una gigantesca pubblicità.

Ma esistono film-prodotto gradevoli, divertenti, con una storia e un senso, persino appassionanti come i “Lego Movies“. In “Super Mario Galaxy” una serie di cose appaiono, una serie di eventi esistono, senza passato né futuro, in un presente piatto. Non ci sono cause ed effetti, nessun evento ha impatto su nessuno dei protagonisti. Quasi un film avanguardista, ma di quelli brutti.

La piaga della collezione di scenette è diffusa nei film mainstream.

“Frozen II” trasformava le belle idee del primo film in una serie di ambientazioni e/o prove per i protagonisti che si accumulavano senza collegarsi. Le diverse sottotrame di “Avengers: Infinity Wars” erano così chiaramente sceneggiate e girate da unità diverse da generare l’effetto mentale del famoso zapping degli anni ’90. Ma in “Super Mario Galaxy” le varie scenette sono anche in larga misura mestamente non divertenti. C’è una versione del bradipo di “Zootropolis“, solo che stavolta non fa ridere. C’è una versione di Groot de “I guardiani della galassia“, solo che stavolta non fa ridere. C’è l’epilogo con la stellina assassina del primo film (l’ultima parola del film è “morte”) che non fa ridere per niente. Inutile proseguire.

Inspiegabilmente alcuni parlano di bellezza grafica del film. La potenza grafica non è mai stata il punto di forza della Nintendo, anche data la potenza computazionale sensibilmente inferiore ai principali rivali della Playstation. Detto in parole povere: se la Nintendo provasse ad avere la stessa risoluzione della Play, il gioco si pianterebbe. Il punto di forza della Nintendo sono altri: la giocabilità e il divertimento multiplayer dei giochi della serie Mario (che in un film strutturalmente non possono essere esperiti), il comfort della kawaiinità quotidiana di Animal Crossing, la combinazione tra poesia dell’acquerello e epica del mondo aperto dei giochi della serie  Zelda [1].

Quindi, questo film non può e non vuole neanche essere una bellezza dal punto di vista grafico – sarebbe anche ingiusto confrontarlo con gli spettacolari livelli di animazione giunti dai film (e dalle serie!) giapponesi contemporanee. O con i film animati di Spider Man che rispetto a questo film sembrano venire dal futuro. Questo film vuole mettere in scena pupazzi e gli va dato atto che mette in scena con perizia dei pupazzi. Se volete la bellezza grafica nei film per bambini, solo nel 2026 sono usciti “La piccola Amelie” e “Arco“, che per sovrammercato hanno anche delle storie che faranno pensare ed emozionare voi e i vostri eventuali figli.

[1] E il recensore, che vive a Vappesca e lavora presso il centro di ricerca di Finterra, non può che pregare le Statue della Dea che il film di Zelda non sia una rovina come questo “Super Mario Galaxy”.

03/04/2026

Cast e credits

Distribuzione
Universal Pictures
Durata
98'
Produzione
Illumination
Sceneggiatura
Matthew Fogel

Trama

Trama: Inutile fingere che in questo film ci sia una trama
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