The Green Hornet

The Green Hornet


Michel Gondry

Azione | Usa
(2011)

Quando le strade delle metropoli non erano ancora protette dai più famosi Superman, Batman e Spiderman, quando l’affascinante mondo dei supereroi non abbracciava ancora la tv ed il fumetto, il condottiero nella lotta alla criminalità era il meno noto Britt Reid, alias Green Hornet, accompagnato dal suo sidekick Kato, tuttofare esperto di arti marziali. The Green Hornet vede la luce infatti nel lontano 1936 dalle penne di George Trendle e Fran Striker come serial radiofonico statunitense e solamente nei decenni successivi troverà gloria in ambito televisivo (negli anni sessanta il ruolo di Kato venne affidato al mito di Bruce Lee, omaggiato nel film in alcuni ritratti disegnati dallo stesso Kato) e fumettistico (i diritti sono oggi di proprietà della Dynamite Entertainment) fino all’odierno approdo al grande schermo.

La pellicola, diretta dal poliedrico Michel Gondry, acquisisce sin dai primi minuti tutti i caratteri del genere action movie di stampo eroico, con la prerogativa di rispondere non solo alla mera funzione commerciale della Sony e all’intrattenimento del pubblico. La sensazione infatti è che il film vada leggermente oltre le aspettative, che abbia davvero una marcia in più, anzi due: la verve demenziale di Seth Rogen e la creatività dello stesso regista. Il giovane attore interprete di numerose commedie americane (tra le altre “Zack and Miri Make a Porno“, “Funny People“), giudicato inadatto per il ruolo di protagonista-supereroe da una parte della critica, riesce invece a centrare il bersaglio relegando al film un mix di entusiasmo esplosivo e comicità infantile, scaltro espediente capace di rendere ancora più ludica la sceneggiatura da lui scritta assieme a Evan Goldberg. Ma a dispetto di una prima parte piuttosto sobria, il film intraprende una strada sempre più frenetica e il ritmo si impone a livelli esponenziali (esagerati?) fino al convulso finale. Così come originali ma artificiose sono le sequenze di guerriglia, in particolar modo le lotte corpo a corpo del funambolico Kato (interpretato dal cantante taiwanese Jay Chou). E se l’eccesso di foga è un errore perdonabile per un film che fa dell’azione il suo fulcro, non lo è la scarsa caratterizzazione del cattivo, un poco convincente Christoph Waltz (doppiato in modo indecoroso insieme a tutta la sua gang criminale) in cerca di autostima e sicurezza.

Il Michel Gondry di “The Green Hornet” è ben consapevole di essere lontano anni luce dai mondi onirici del meraviglioso “L’arte del sogno“, dal sentimentalismo fantastico di “Se mi lasci ti cancello” o dagli ingegni creativi ed avvincenti di “Be Kind Rewind“. Quello che ha tra le mani è un progetto (il primo) di caratura internazionale che poco ha a che vedere con la sua filmografia precedente, perché creato da altre mani. Eppure colpisce il fatto di come Gondry riesca a mettere la firma su ogni suo lavoro in modo inconfondibile, e questo grazie al suo inarrivabile talento visivo. Per questo il regista francese dimostra di essere in “The Green Hornet”, ancor prima di un regista maturo e autentico, un grande esperto di video musicali e un innovatore in continua evoluzione, come dimostrano le sequenze accelerate in stile cartoon, gli split screen multipli, la tecnica bullet-time (a soppiantare l’effetto 3d che si dimostra per l’ennesima volta irritante e addirittura penalizzante). La freschezza e la vivacità delle immagini vengono accompagnate dall’avvincente colonna sonora di James Newton Howard che include, tra gli altri, Rolling Stones e Johnny Cash.

Dopo aver ottenuto un buonissimo incasso in patria, da noi rimane tuttora un oggetto misterioso, anzi inesorabilmente ignorato. Ciò nonostante e malgrado i suoi limiti, “The Green Hornet” dimostra di essere un più che valido blockbuster, messo in risalto soprattutto dalla sorprendente coppia Rogen-Gondry

28/01/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Green Hornet
Distribuzione
Sony Pictures Releasing Italia
Durata
120'
Produzione
Original Film, Sony Pictures Entertainment
Sceneggiatura
Seth Rogen, Evan Goldberg
Fotografia
John Schwartzman
Scenografie
Owen Paterson
Montaggio
Sally Menke, Michael Tronick
Musiche
James Newton Howard

Trama

The Green Hornet è un giustiziere mascherato, il cui vero nome è Britt Reid, un temerario e ricco editore che combatte il crimine con l'aiuto del suo assistente ed autista Kato.
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi