The Losers

The Losers


Sylvain White

Azione | Usa
(2010)

Dalla carta stampata alla macchina da presa. Il percorso intrapreso da “The Losers” non è né il primo né tantomeno l’ultimo adottato da tanti altri fumetti editi dalla DC Comics – Vertigo, si pensi a “Watchmen“, “Constantine”, “V for Vendetta”, solo per citarne alcuni.

La storia nasce dalla penna di Andy Diggle e somiglia molto a quella dell’E-Team (anch’essa, tra l’altro, recentemente trasposta in opera cinematografica); cinque soldati appartenenti all’élite delle forze speciali, ognuno con una caratteristica che ne eleva la propria specialità, dichiara guerra alla CIA e ad un nemico tanto cinico quanto zuzzurellone (nella sua voglia di giocare con bombe ed ordigni) e conosciuto semplicemente come Max.

La pellicola lavora (e sfrutta) molto bene la genesi del soggetto, sfornando una partenza razzo che incanala il film da subito nello stile action da fumetto, come dimostra la presentazione dei personaggi in stile anime comic. Una scelta che rimarrà coerente per tutto il proseguo del film, grazie al continuo utilizzo di un montaggio frizzante e alternativo, mai visibilmente eccessivo o ridicolo. Così anche la sceneggiatura, messa in piedi da Peter Berg e James Vanderbilt, che riesce a tenere duro per più di novanta minuti, dando vita ad uno script compatto ed asciutto, mai noioso.

La forza di “The Losers” e del regista parigino Sylvain White sta tutta qua: nell’aver fatto esplodere un congegno senza aver prodotto troppo rumore ma nel contempo in grado di svolgere a pieno il suo dovere.

Il film non cade nel tranello di farsi abbindolare dalla facile e presumibile caduta nel clichè più ordinario, e anzi, consolida un bell’action vecchio stampo infarcito di sequenze fresche e convincenti, dialoghi dall’indubbia natura colloquiale (forse pure troppo scontati) e nemmeno pochi colpi di scena. La colonna sonora ricopre un ruolo centrale nel catalizzare l’empatia della pellicola e spazia tra la famosa “Black Betty” dei Ram Jam ai The Kills fino alla conclusiva “Don’t Stop Believing” dei Journey.

A chiudere, un cast discretamente valido, con un logorroico Chris Evans sugli scudi ma anche una sensuale Zoë Saldaña e un Jeffrey Dean Morgan dall’incredibile somiglianza con Javier Bardem.

Un film più che godibile, con una spiccata presa di posizione per la figura dell’antieroe perdente, che tra una battuta e uno scontro a fuoco pirotecnico troverà comunque il modo per uscirne da vincente. Il finale indirizza chiaramente lo spettatore verso il sequel. Ce la faranno i nostri eroi a tenere il ritmo della prima uscita?

23/07/2010

Cast e credits

Titolo Originale
The Losers
Distribuzione
Warner Bros.
Durata
98'
Produzione
Dark Castle Entertainment, DC Comics, Weed Road Pictures
Sceneggiatura
Peter Berg, James Vanderbilt
Fotografia
Scott Kevan
Scenografie
Aaron Osborne
Montaggio
David Checel
Musiche
John Ottman
Costumi
Magali Guidasci

Trama

Un gruppo d'élite delle forze speciali americane viene mandato nella giungla boliviana in una missione di ricerca e distruzione. Ma la squadra: Clay, Jensen, Roque, Pooch e Cougar si trova a essere l'obiettivo di un tradimento letale istigato dall'interno da un potente nemico conosciuto solamente col nome Max
Fatherland
Fatherland

Pawlikowski continua la sua ricerca formale improntata al rigore, con un distacco che stavolta ha anche rilevanza tematica ma sempre al limite con il vuoto esercizio stilistico. Un breve racconto di fantasmi che contiene il conflitto il più possibile, solo per sgonfiarsi ma riuscendo in ultima istanza a darsi un senso nel finale, rinunciando al suo gioco cervellotico

Zustissia
Zustissia

Il convincente esordio di Francesco Piras allarga gli orizzonti del cinema sardo ponendo al centro un tema di rilevanza nazionale. Lo stile sobrio e asciutto, la messa in scena immune dai clichè e l'efficace direzione degli attori denotano la matura consapevolezza del mezzo cinematografico

The Social – Il prezzo della verità
The Social – Il prezzo della verità

L'Aaron Sorkin regista non si dimostra allo stesso livello dello sceneggiatore, per un'opera che funziona e intrattiene ma che non riesce a incidere fino in fondo, come il tema trattato invece richiederebbe

L’isola dei ricordi
L’isola dei ricordi

"L'isola dei ricordi" è un'opera di transizione come la fase che il cinema di animazione sta vivendo. Semplificando la trama pur senza lesinare sulla profondità, il film di Crawford e Mercado cerca una nuova identità visiva sperimentando con gli stili

L’albero di molto lontano
L’albero di molto lontano

Ben Gregor firma un fantasy per ragazzi che non ha alcuna impronta autoriale ma riempie tutte le caselle giuste per essere avvincente. Sana e innocua avventura per famiglie, è l'adattamento per lo schermo di uno dei titoli più celebri della popolarissima Enid Blyton

Balcanica
Balcanica

Un'opera di sottrazione rigorosa, che sublima il dramma migratorio in una sospensione esistenziale dove la musica si fa baluardo identitario. Pur penalizzato da alcune fragilità nella scrittura, il film testimonia una coerente e partecipe consapevolezza formale

La città dei vivi
La città dei vivi

Sin dall'anteprima a Venezia 83, l'adattamento di Edoardo Gabriellini de "La città de vivi" ha convinto e non convinto, tra la scelta di lasciare fuori campo il taglio da truecrime, e un sacco di idee interessanti su cui il regista livornese punta non sempre con la stessa convinzione

L’Estranea
L’Estranea

Dopo “La valle dei sorrisi” Paolo Strippoli continua a esplorare la possibilità di contaminazione delle forme del cinema operando uno scatto in avanti rispetto alla capacità di sfruttare le potenzialità del linguaggio cinematografico. La suggestione visiva prevale sul disegno d’insieme ma le ambizioni rimangono intatte. Ottima la prova degli interpreti su cui svettano Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi