A Girl Walks Home Alone At Night

A Girl Walks Home Alone At Night


Ana Lily Amirpour

Horror | Iran, Usa
(2014)

Che il nuovo cinema iraniano sia tra i laboratori più fertili del globo è fatto ormai acclarato da anni. Dai classici neorealisti di Abbas Kiarostami ai drammi familiari di Asghar Farhadi – incoronato con l’Oscar per “Una separazione” – fino ai ritratti graffianti di Jafar Panahi, una talentuosa nouvelle vague ha conquistato la ribalta mondiale, riuscendo a destreggiarsi tra restrizioni, censure e tabù di un paese meravigliosamente ricco e contraddittorio. Nessuno però aveva osato spingersi fin dove è arrivata Ana Lily Amirpour con “A Girl Walks Home Alone At Night” (già passato al Sundance Film Festival e ora in sala con Academy 2 dal 27 giugno per la rassegna Nuovo Cinema Teheran).

Al suo debutto, la giovane cineasta d’origine iraniana (ma nata a Londra e residente negli Stati Uniti) ha dato vita a un atipico “vampire spaghetti western” recitato in persiano, che occhieggia apertamente al surrealismo noir di David Lynch, ma anche a certe suggestioni horror e pulp, con un realismo stiloso da graphic novel.

Di vampiri sul grande schermo ne abbiamo visti tanti, forse troppi, ma sicuramente nessuno di loro ha mai indossato il lungo chador nero e la maglietta a righe della taciturna protagonista (Sheila Vand, già vista in “Argo” di Ben Affleck). Costretta dalla sua natura a vagare senza requie nella notte cupissima di Bad City – città-fantasma intrisa di morte e desolazione che richiama esplicitamente la Sin City di Frank Miller – Sheila cammina da sola, anzi scivola su un lugubre skateboard, rubato a un ragazzino che ha appena graziato, intimandogli di “fare il bravo” se non vuole incorrere in spaventose conseguenze. Lenta e inesorabile come la creatura misteriosa di “It Follows“, è mossa unicamente dalla sua sete di sangue, finché non incrocia sulla propria strada un ragazzo mascherato – ironia della sorte – da Dracula, il giovane Arash (il James Dean iraniano, interpretato da Arash Marandi). Un incontro che smuoverà i suoi sentimenti fino (forse) a redimerla, almeno un po’.

Girato in un bianco e nero anamorfico a Taft (California), trasfigurata in un luogo deserto e polveroso, tenuto in vita dai pozzi petroliferi e con i cadaveri ammassati ai bordi delle strade, l’horror-western vampiresco della Amirpour gioca con i cliché della “città maledetta”, dove si aggirano anime dannate dal cuore nero. Come Hossein “The Junkie”, padre tossico di Arash, Atti la prostituta (Mozhan Marno) e Saeed “The Pimp” (Dominic Rains), spacciatore feroce e iper-tatuato. Ma non mancano momenti sdrammatizzanti, come la scena in cui la vampira hipster balla da sola nella sua cameretta, prima di truccarsi, infilarsi il velo e andare a caccia.

“È come se Sergio Leone, David Lynch, fondassero una band iraniana di bambini che suonano rock e Nosferatu fosse chiamato a fargli da babysitter”, sottolinea la regista nelle sue note. E l’obiettivo è centrato, grazie soprattutto alla potenza visiva ipnotica delle immagini, alla buona resa dei protagonisti e a una colonna sonora sorprendente, che mescola techno, rock iraniano e atmosfere morriconiane (Federale, Radio Tehran, Bei Ru, Farah, White Lies, Kiosk, Free Electric Band, Dariush).

Un Only Lovers Left Alive in salsa persiana, che in comune con il film di Jim Jarmusch ha molti pregi – dal vivido romanticismo della fotografia alla succitata colonna sonora – ma anche qualche difetto (lentezza, limitatezza dei dialoghi, autocompiacimento estetizzante di alcune scene). Di sicuro, comunque, sarà il trampolino per Hollywood della trentaseienne Amirpour, che per il suo prossimo film “The Bad Batch” potrà contare su star del calibro di Keanu Reeves, Jim Carrey, Jason Momoa, Giovanni Ribisi e Suki Waterhouse. Anche se non si libererà così facilmente della sua vampira, che presto troverà posto in una graphic novel intitolata “Death Is The Answer”. Basterà l’amore a placare la sete di sangue della prima vampira con il velo?

22/06/2016

Cast e credits

Distribuzione
Academy Two
Durata
101'
Produzione
Logan Pictures, Say Ahh Productions, SpectreVision
Sceneggiatura
Ana Lily Amirpour
Fotografia
Lyle Vincent
Scenografie
Sergio De La Vega
Montaggio
Alex O’Flinn
Costumi
Natalie O’Brien

Trama

Nell'iraniana città fantasma Bad City, un posto intriso di morte e solitudine, i cittadini sono ignari di essere inseguiti da una vampira solitaria che scivola silenziosamente su uno skateboard
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