Straight Outta Compton

Straight Outta Compton


F. Gary Gray

Biografico, Drammatico, Musicale | Usa
(2015)

“The pen is mightier than the sword” scrisse nel 1839 l’inglese Edward Bulwer-Lytton e, con le debite attualizzazioni, tale detto rimane veritiero anche nel XX secolo, perfino se applicato a un contesto paradossalmente diverso, quello della malfamatissima periferia a sud di Los Angeles nella seconda metà degli anni ottanta. Proprio qui, a Compton, dove imperavano lo spaccio di crack, le bande armate e una violenta repressione da parte della polizia, nacque una nuova declinazione di rap, quella dei N.W.A (Niggaz With Attitude) detta gangsta rap, molto diversa dalla forma che dalla East Coast si era diffusa in tutti gli Stati Uniti portando in auge Run DMC, LL Cool J, Beastie Boys e un manipolo di altri artisti della scena newyorkese. Era differente soprattutto per il contenuto, perché descriveva ciò che accadeva intorno, con le sue profonde ingiustizie, la degradazione, la droga, ma anche la quotidianità dei giovani afroamericani e delle loro famiglie, dando voce a chi prima non ne aveva.

“Straight Outta Compoton” (ossia ‘Direttamente da Compton’), titolo del film di L. Gary Gray (già regista di “The Italian Job”, “Be Cool” e “Giustizia privata”), ma anche dell’album di esordio degli N.W.A, non si limita a essere la biografia dei suoi membri Eazy-E, Dr. Dre, Ice Cube, MC Ren e Dj Jella, ma è anche la cronistoria della genesi dei testi della band e più in generale del gangsta rap, prestando grande attenzione ai suoi presupposti e alle sue conseguenze sulla collettività non solo di colore. Sul sottofondo dei pezzi che li hanno resi famosi sono allora descritte attraverso fotogrammi filmici, ma anche vere riprese del periodo (nella fattispecie della sommossa scatenata dopo la tragica morte di Rodney King), la realtà da cui partono e di cui parlano i protagonisti e le implicazioni sociali e ambientali della loro musica. Sviluppandosi in tal maniera una notevole affinità tra immagini e brani della riuscitissima soundtrack (ad opera di Joseph Trapanese), è la violenza del contesto originario a emergere da entrambi; fattore imprescindibile, essa appare con icastica potenza sin dalla sequenza di apertura in cui viene ripreso un assalto della polizia a un covo di spacciatori, con tanto di carro armato ed elicotteri, divenendo immediatamente comprensibile da dove siano scaturite canzoni come “Boyz-N-the-Hood” (titolo anche di un famoso film di John Singleton con protagonista lo stesso Ice-Cube, alla prima prova da attore) e “F*ck the Police”.

Determinante è certo d’altra parte la partecipazione di Ice Cube, Dr. Dre e della vedova di Eazy-E Tomica Woods Right come produttori e MC Ren e Dj Yella come consulenti. Se da ciò discende una certa edulcorazione nel ritratto di Eazy-E (figura centrale e alla cui memoria è dedicata la pellicola), tratteggiato come vittima del tutto inconsapevole dei maneggi del furbo manager Jerry Heller (Paul Giamatti), l’esperienza diretta porta a una descrizione più vivida, quella di chi i fatti li ha vissuti in prima persona. Al racconto soggettivo si unisce poi lo studio del materiale documentario: la sceneggiatura di Jonathan Herman e Andrea Berloff si basa sugli studi e sulle interviste del documentarista musicale S. Leigh Savage, sono inseriti nello svolgimento alcuni degli episodi più famosi della storia della band (quali il concerto di Detroit dove il gruppo viene arrestato e lo scatenato ed esagerato pool party, antesignano degli eccessi dei campioni del genere rap) e non solo. In una disamina (sebbene un po’ sbrigativa in qualche passaggio) delle origini di un fenomeno che avrebbe avuto notevoli sviluppi successivi, oltre ai protagonisti iniziali e agli eventi a loro connessi, si susseguono alcuni dei massimi esponenti del nascente filone hip-hop, primi fra tutti Tupac Shakur e Snoop Dog, presentati alle prime armi negli studi di registrazione di Dr. Dre. Una menzione particolare va fatta infine alla scelta azzeccatissima del cast; notevolissima è la somiglianza tra Eazy-E e colui che lo impersona, il Jason Mitchell di “Contraband“, mentre Ice Cube è interpretato dal figlio, O’Shea Jackson Jr, che condivide col padre oltre a molti tratti fisionomici anche il modo di incedere; alla loro altezza sono anche Corey Hawkins (Dr. Dre), Neil Brown (Dj Yella) e Aldis Hodge (MC Ren).

Sebbene, in conclusione, risenta in parte di una dose di falsificazione (legata all’idealizzazione del personaggio di Eazy-E, ma anche ad alcune semplificazioni nello svolgimento dei fatti), “Straight outta Compoton” riesce nonostante i 150′ di durata a rapportarsi in modo mai tedioso o didascalico a un periodo e a problematiche complessi (la repressione, il razzismo, l’ingiustizia sociale), ahimè tutt’altro che superate, fornendone non solo una compiuta rappresentazione, ma anche lo spunto per ulteriori riflessioni, applicabili anche ai tempi attuali.

04/10/2015

Cast e credits

Distribuzione
Universal Pictures
Durata
147'
Produzione
Circle of Confusion, Cube Vision, Legendary Pictures, New Line Cinema
Sceneggiatura
Jonathan Herman, Andrea Berloff
Fotografia
Matthew Libatique
Scenografie
Shane Valentino
Montaggio
Billy Fox, Michael Tronick
Musiche
Joseph Trapanese
Costumi
Kelli Jones

Trama

Alla fine degli anni ottanta i N.W.A., un gruppo rap di Compton nella malfamatissima periferia sud di Los Angeles,non solo inventa il gangsta rap, ma è capace di descrivere la realtà circostante e con canzoni come "F*uck the Police" riesce ad avere un incredibile impatto sociale,portando alla luce la brutalità della polizia nelle zone più disagiate. Gray segue quindi la parabola del gruppo e le vicende dei singoli artisti ad esso appertenenti, in primis Dr. Dre, Eazy-E e Ice Cube.
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