Almanya – La mia famiglia va in Germania

Almanya – La mia famiglia va in Germania


Yasemin Samderel

Commedia | Germania
(2011)

Per una volta è forse giusto chiamare in causa lo sport preferito dagli italiani, il calcio, per introdurre un film come “Almanya – La mia famiglia va in Germania”. Si potrebbe prendere ad esempio più di una nazionale di calcio europea (vedi la Francia), ma, dato il legame con la pellicola affrontata è bene concentrarsi sulla Germania: quanti sono gli “stranieri” che giocano per colori di una bandiera che non corrisponde al loro luogo di nascita o comunque con genitori nati altrove? Polacchi, nigeriani, tunisini, spagnoli, brasiliani, sudafricani, turchi. La domanda che ci pone il film, che più volte compare nei dialoghi è proprio questa: “siamo tedeschi o turchi”? Se lo chiedono gli anziani, provenienti dal territorio turco che, sebbene abbiano vissuto buona parte della propria vita altrove, hanno voluto (o non sono riusciti ad accantonare?) mantenere ricordi e tradizioni della loro terra d’origine. E se lo chiedono i più giovani, ragazzi e bambini nati in Germania, con sangue turco che scorre nelle vene, ma pur vicini, lontanissimi da una sfera nazional-popolare a loro praticamente ignota. Sarà compito dei genitori e dei nonni lasciare nel bagaglio intimo di figli e nipoti una cultura a loro estranea? Oppure è consigliabile donare loro una libertà che per forza di cose può comunque sfociare nel campo dell’identità nascosta?

Non si può certo dire che la regista non sappia di cosa stia parlando. 38 anni, nata a Dortmund con un nome che d’altra parte non tradisce le sue origini, Yasemin Samdereli, debutta qui nel lungometraggio per il grande schermo e scrive la sceneggiatura con la sua sorella Nesrin, di sei anni più giovane. Il risultato in patria è un successo non previsto, o comunque non a certe cifre: 2 milioni di spettatori, 15 milioni di incasso al box office.

L’autrice ci pone e pone a se stessa tre domande: perché ci sono tanti immigrati turchi in Germania, come tutto è cominciato e cosa significa oggigiorno essere “stranieri”.

La regista si serve di aneddoti palesemente autobiografici, come il desiderio dei più piccoli di festeggiare il Natale, invidiosi dei regali, dell’albero e dei pranzi che sfoggiavano i loro coetanei, e li alterna a questioni impegnate come quelle riguardanti il ruolo dello straniero per lo sviluppo socio-economico (si parla dunque di classi operaie) della Germania. Significativa la frase storica dello scrittore Max Frisch: “chiedevamo dei lavoratori e sono arrivata delle persone”. Che chiude (e al contempo apre al futuro) l’epopea dei suoi protagonisti.

Appurato che l’Elia Kazan più autobiografico, quello di “Il ribelle dell’Anatolia” (“America, America”, 1963) resta un modello assolutamente irraggiungibile, i riferimenti della Samdereli sono comunque numerosi e piuttosto evidenti: il britannico “East is East” (su una famiglia di pakistani in Inghilterra), Fatih Akin (il più importante regista turco-tedesco del cinema contemporaneo), alcune scorribande familiari di Emir Kusturica, Jean-Pierre Jeunet (soprattutto nella sequenza del sogno a base di Coca-Cola).

“Almanya” è un altro film sul tema dell’imigrazione, sincero ma impersonale, con flashback e bozzetti sull’orlo della cartolina caricaturale, esile ma gradevole, scanzonato e con annessa lacrimuccia finale, pur sostanzialmente non fasulla.

10/12/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Almanya – Willkommen in Deutschland
Distribuzione
Teodora Film
Durata
97'
Produzione
Roxy Film
Sceneggiatura
Yasemin Samdereli, Nesrin Samdereli
Fotografia
The Chau Ngo
Scenografie
Alexander Manasse
Montaggio
Andrea Mertens
Musiche
Gerd Baumann
Costumi
Steffi Bruhn

Trama

Protagonista del film è Hüseyin Yilmaz, patriarca di una famiglia turca emigrata in Germania negli anni ‘60. Dopo una vita di sacrifici, ha finalmente realizzato il sogno di comprare una casa in Turchia e ora vorrebbe farsi accompagnare fin lì da figli e nipoti per risistemarla. Malgrado lo scetticismo iniziale, la famiglia al completo si mette in viaggio e alle nuove avventure nella terra d’origine si intrecciano i ricordi tragicomici dei primi anni in Germania, quando la nuova patria sembrava un posto assurdo in cui vivere. Lungo il tragitto, però, vengono a galla molti segreti del passato e del presente e tutta la famiglia si troverà ad affrontare la sfida più ardua: quella di restare unita.
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