Chronicle

Chronicle


Josh Trank

Drammatico, Fantascienza, Thriller | Usa
(2012)

Matt e Andrew sono due comunissimi cugini adolescenti. Il primo è sempre sicuro di sé, amante della vita sociale e, di tanto in tanto, sfodera una citazione di qualche filosofo famoso; l’altro, timidissimo, è vittima, a scuola, dei soprusi dei suoi coetanei, a casa, delle violenze di un padre nullafacente e molto spesso ubriaco. Come se non bastasse sua madre è in fin di vita e lui ha deciso di riprendere tutto ciò che gli capita con una telecamera che, con il passare del tempo, diventa una sorta di “filtro protettivo” tra se stesso e il resto del mondo. Una sera, trascinato dal cugino, Andrew si ritrova a uno strano rave party. Qui incontra Steve, il candidato alla rappresentanza studentesca della sua scuola, che vuole approfittare della macchina da presa per documentare il misterioso contenuto di una grotta situata nelle vicinanze. I tre vi si intrufolano e scoprono un enorme meteorite blu, lo sfiorano e, chissà perché e chissà come, si ritrovano dotati di un superpotere: riescono a muovere oggetti, persone e animali con la sola forza del pensiero (cosa che un po’ ci ricorda una certa, mitica Matilda).

Negli ultimi decenni di cinema di genere, abbiamo assistito a un (fin troppo) fortunato revival del found footage che, specialmente nel panorama indie (ma anche in produzioni medio-alte), è diventato quasi una costante stilistica. Il successo è in gran parte dovuto a un notevole abbassamento dei costi di lavorazione (il caso “Blair Witch Project” ha fatto scuola) e a risultati di estremo realismo che generano un forte impatto emotivo soprattutto per gli spettatori più giovani. Ovviamente anche questo nuovo, strano lavoro, diretto dall’esordiente Josh Trank e scritto da Max Landis (figlio del celeberrimo John), si inserisce in quel filone. Quindi, gli amanti delle immagini sgranate, delle sequenze mosse e amatoriali e degli stacchi rapidi e improvvisi, in “Chronicle”, possono trovare pane per i propri denti. Eppure, bisogna considerare un dato: il film dovrebbe comprendere solo il girato della nuova cinepresa di Andrew che ci racconta, dall’interno, la sua vita e, soprattutto, i suoi drammatici giorni da supereroe. Eppure, spesso e volentieri il regista ha incluso sequenze girate da altre telecamere che sono sì narrativamente funzionali, ma stilisticamente non possono che risultare decisamente semplicistiche e ingiustificabili. Infatti la “credibilità” di questi nuovi “mockumentary narrativi” sta proprio nella coerenza visiva con cui sono portati avanti. Un esempio a caso: “Cloverfield“, il più felice nipote (non figlio per ovvie ragioni cronologiche) del terribile, ma straordinariamente anticipatore “Cannibal Holocaust”, presenta una trama esile con innegabile compattezza stilistica e fortissima coesione tra tutti gli elementi interni. L’assenza di queste fondamentali caratteristiche rende “Chronicle” sicuramente più fruibile e immediato per lo spettatore, ma comporta un’evidente caduta di stile rispetto alle premesse iniziali.

D’altra parte, anche lo sviluppo narrativo non convince del tutto ed è, per molti versi, abbastanza banale. Nonostante l’originale, furbissima trovata promozionale del film lasciasse prevedere qualcosa di nuovo e la scaltra campagna pubblicitaria annunciasse un cult sorprendente, a conti fatti “Chronicle” risulta una classicissimo teen movie condito in salsa super-hero. Il deleterio percorso formativo dei tre protagonisti lascia loro e gli altri personaggi privi di un particolare spessore; lo stesso Andrew, con la mamma malata e il papà manesco e alcolizzato, è disegnato senza la giusta profondità e resta abbastanza monodimensionale. Poi, la disastrosa deriva finale (pseudo-)superomista è prevedibile già a metà film.

Meritano, invece, gli effetti speciali, che, per quanto concentrati quasi completamente in un finale eccessivamente caciarone, sono perfettamente funzionali alla vicenda e hanno un altissimo grado di spettacolarità nonostante il (relativo) low budget del film (circa dodici milioni di dollari).

In realtà, l’aspetto innovativo sarebbe costituito dal fatto che dei ragazzini comunissimi e incoscienti usano dei superpoteri non per salvare il mondo, ma prima per divertirsi e poi per far del male a se stessi e agli altri. Però la morale di fondo resta sempre la stessa. Per dirla con lo zio di Peter Parker: “da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Ma se volessimo goderci una classicissima rimpatriata tra supereroi sarebbe meglio optare per “The Avengers“. Se invece preferissimo qualche altro sfigato, imbranatissimo antieroe faremmo bene a recuperare quella perla trash di “Super“. Se poi ci piace proprio il found footage, possiamo sempre rispolverare qualche neo-cult (“Cloverfield” e “District 9” su tutti) o l’ultimo capolavoro di De Palma, “Redacted“. Ma quella è tutta un’altra storia.

10/05/2012

Cast e credits

Titolo Originale
Chronicle
Distribuzione
20th Century Fox
Durata
84'
Produzione
John Davis
Sceneggiatura
Josh Trank, Max Landis
Fotografia
Matthew Jensen
Scenografie
Stephen Altman
Montaggio
Elliot Greenberg
Costumi
Dianna Cilliers

Trama

Tre ragazzi, durante uno strano rave party, trovano un grosso meteorite blu in  una cavità del terreno. Dopo quella serata, si ritrovano con un superpotere: riescono a spostare gli oggetti con la sola forza del pensiero. Il divertimento, però, scompare quando uno di loro, il più debole, comincia ad usare questa speciale facoltà per vendicarsi dei torti subiti.
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