Harry Potter e i doni della morte – Parte II

Harry Potter e i doni della morte – Parte II


David Yates

Fantasy | Gran Bretagna, Usa
(2011)

A dieci anni da “Harry Potter e la Pietra Filosofale” la saga cinematografica basata sui romanzi di J.K. Rowling si avvia alla conclusione, avendoci messo lo stesso lasso di tempo impiegato dalla scrittrice per i sette libri. L’attesa è quindi spasmodica per uno dei film-evento della stagione che porrà la parola fine su una serie cinematografica che, a suo modo, ha già segnato un’epoca. Alla première di New York, Alan Rickman, rispondendo alla domanda di una giornalista, ha dichiarato che stava accadendo qualcosa di straordinario, che tre ragazzini erano diventati adulti. La questione della serialità e della serializzazione del racconto di Harry Potter nel suo adattamento per il grande schermo è stata ben colta da Diego Capuano nella recensione della “Parte I“. Abbiamo visto Harry, Ron ed Hermione imparare i rudimenti della magia, fare il loro incontro con Voldemort, con la violenza, con la malvagità. Li abbiamo visti perdere quel luogo protetto e incantato che era Hogwarts e iniziare la perigliosa ricerca degli Horcrux in giro per tutto il regno. L’esplosione dei confini geografici della scuola di arti magiche liberava la penna della Rowling da una routine che aveva già mostrato la corda nel sesto romanzo e, infatti, la parte del viaggio dei “I doni della morte” rappresentava una delle galoppate narrative migliori della scrittrice inglese, oltre ad essere uno dei momenti più maturi nel far macerare le psicologie dei protagonisti, tra le difficoltà di una vita in clandestinità e l’opprimente terrore dell’essere sorpresi in fallo.

Dovendo tirare le somme degli otto capitoli cinematografici di Harry Potter, non si può certo dire che siano opere che segneranno la storia o imprimeranno una svolta radicale al genere o ad alcunché: operazione commerciale fino in fondo, al contrario dell’amata/odiata trilogia dell’anello di Peter Jackson che almeno presupponeva lo sguardo organico e unitario di un regista sull’opera di J.R.R. Tolkien, la fedeltà cercata a tutti i costi è la marcia in più per catturare platee maggiori e la tomba per qualsiasi velleità artistica.

Il regista televisivo David Yates, fedele alle direttive della Warner e quindi della pagina scritta, è riuscito ad ottenere il placet per suddividere in due segmenti il settimo capitolo della saga potteriana, cercando di tagliare il meno possibile dal romanzo (cosa che non era stata concessa all’epoca de “L’ordine della Fenice”): con “Harry Potter e i Doni della Morte – Parte I” era stato trasposto una gran parte del libro, lasciando le sequenze più movimentate e dinamiche per la resa dei conti finali. La seconda parte è, com’era prevedibile, un film tutto d’azione, che elimina le pause, e annulla ogni climax. Gli scenari di questa sezione del romanzo erano invero poco numerosi: la Gringott, Hogsmeade, Hogwarts e la Foresta Proibita. Pertanto Yates, grazie a un apparato di effetti speciali ottimale e alla fotografia dark di Eduardo Serra (i cui contrasti cromatici sono rovinati dalla conversione in 3D), si concentra essenzialmente sulla dilatazione degli scontri: le scene di preparazione alla battaglia sono più suggestive e sicuramente hanno uno spazio più ampio rispetto alla pagina scritta, nella quale Rowling predilige la scaramuccia, l’attacco fulmineo, la morte banale. Ma seguendo fino in fondo anche i limiti della fonte, la riduzione (perché di questo stiamo parlando) cinematografica non si prende nemmeno l’impegno di creare sequenze il cui afflato epico dia dignità alla morte dei vari compagni di avventure di Harry, che ci appaiono solo come “casualties of war”.

Su “Harry Potter e I doni della morte – Parte II” pesa come un macigno la semi-assenza di sequenze che si impongono nell’immaginario harrypotteriano, che facciano da complemento e non siano dei semplici succedanei. Purtroppo a Yates manca il talento visivo di un Alfonso Cuaròn e la libertà di cui dopotutto poteva godere il già citato Peter Jackson.

Narrativamente i nessi che legano Harry Potter e Voldemort vengono definitivamente chiariti e sono fondamentali per la comprensione delle dinamiche tra i due personaggi, il carisma di Silente si rifà sentire e tradisce il lato di astuto (e in un certo senso spietato?) stratega di guerra, Ron ed Hermione si dichiarano amore e Piton si rivela come il personaggio più tragico e sfaccettato della galleria costruita dalla Rowling.

Nella Parte I si creava un’atmosfera di attesa e di morte – da occupazione nazista – e tutto si incanala nella battaglia contro il Signore Oscuro. La parola d’ordine è “sacrificio”: tutti cercano di proteggere Harry e “il ragazzo che è sopravissuto” comprende che deve sacrificarsi se vuole dare la possibilità ai suoi amici di sconfiggere una volta per tutte Voldemort. E con tutta probabilità, era questo l’epilogo originario che la Rowling aveva immaginato per il suo eroe: ma come si fa a tradire la fiducia di centinaia di milioni di lettori? Quindi, con un’astuzia magico-narrativa si dà la scappatoia per il ritorno dell’eroe per caso e il conseguente ultimo duello. Vedere infine, “diciannove anni dopo”, tutti i protagonisti di nuovo al binario 9 e ¾ della stazione di King’s Cross, di fronte all’Hogwarts Express, dove tutte le avventure magiche iniziano, comporta un effetto di straniamento – anche per la scarsa inventiva nel truccare i personaggi che sembrano ancora avere diciotto anni. E nonostante altre storie possono partire insieme a quel treno, abbiamo la certezza che questo ciclo su Harry Potter si è concluso; noi, tornati babbani, pensiamo a quanto poteva essere riscritto e persino migliorato, mentre si è preferito, come quasi sempre accade, puntare al massimo (ed enorme) guadagno col minimo sforzo.

16/07/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Harry Potter and the Deathly Hallows: Part II
Distribuzione
Warner Bros
Durata
130'
Produzione
Warner Bros. Pictures; Heyday Films
Sceneggiatura
Steve Kloves
Fotografia
Eduardo Serra
Scenografie
Stuart Craig
Montaggio
Mark Day
Musiche
Alexandre Desplat
Costumi
Jany Temime

Trama

L'ultima parte dell'avventura di Harry Potter e dei suoi insostituibili amici. Harry, Ron ed Hermione organizzano un furto alla Gringott, la banca dei maghi, dove è nascosto uno degli Horcrux rimasti. Benché lo recuperino sono costretti a fuggire, e lo fanno in grande stile, liberando un drago dalle segrete della banca. Ed è in sella al drago che si dirigono ad Hogwarts, pronti a distruggere gli ultimi due Horcrux rimasti e sconfiggere definitivamente Lord Voldemort che radunerà nella scuola...
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