In questo angolo di mondo

In questo angolo di mondo


Sunao Katabuchi

Animazione, Drammatico, Guerra | Giappone
(2016)
Quando a circa due terzi del film i bombardamenti americani impongono un’offensiva traumatica al Giappone, la protagonista Suko, giovane sognatrice che ama disegnare e che è solita reiventare la realtà che vive nella forma di acquerelli e schizzi che ne rielaborino la sostanza, osserva il cielo su cui si stagliano i fumi dei bombardamenti. Sottolineando il carattere forte e la propensione all’ottimismo che permeano la parabola del personaggio, il regista mostra come ella rielabori mentalmente gli orrori appena osservati in esplosioni di colorati acquerelli che spruzzano una tela celeste e che infine deflagrano in una notte stellata di vangoghiana memoria. I voli pindarici che la giovane ragazza compie in alcuni momenti chiave della sua vita (e quindi del film) assumono sempre forme diverse e gli stili più disparati, e denotano una padronanza dei mezzi tecnici a sua disposizione non certo comune per il regista Sunao Katabuchi. Sono a conti fatti la cosa migliore che “In un angolo di mondo” regala. Ma procediamo con ordine.

Suzu è una ragazza come tante, cresciuta nel Giappone degli anni 30, casa semplice e affetti profondi. Voluta in sposa da un membro del Ministero della Difesa, una volta raggiunta la maggiore età lascia Hiroshima per trasferirsi nella vicina Kura, dove opera il marito. “In questo angolo di mondo ” racconta le difficolta, grandi o piccole, che sarà chiamata a superare: l’adattamento alla nuova vita, al marito che non conosce e alla di lui famiglia, lo sradicamento dalla sua città natale; ma soprattutto la guerra sempre incombente, che metterà a repentaglio la sua vita e quella di chi più ama.

Accade a poche settimane di distanza dalla pietra miliare di OndaCinema dedicata a Isao Takahata e al suo “Una tomba per le lucciole” di trovarsi a scrivere di un’opera in qualche maniera affine, se non altro per l’evento storico che ne costituisce il focus. Diretto da Sunao Katabuchi, a suo tempo collaboratore di Miyazaki, e basato su un manga, “In questo angolo di mondo” è figlio legittimo della poetica Ghibli, che però rilegge senza copiare le idee dei suoi due fondatori, o quantomeno sforzandosi di non ricalcarne semplicisticamente le orme. Se non altro il film trova la sua strada: fonde nella narrazione le brutture di un mondo opaco prossimo alla sua fine con le fughe immaginifiche della ragazza (la separazione netta tra le due linee troverà sul finale una parziale interferenza), mantenendo una debita distanza sia dal pessimismo di Takahata che dal fantasy di matrice miyazakiana. Pur non raggiungendo gli estremi di “I miei vicini Yamada”, esteticamente “In questo angolo di mondo” sembra avvicinarsi al minimalismo delle ultime produzioni proprio di Takahata.

Suzu, seguendo una tradizione affermata nei racconti giapponesi, è l’ennesima ragazza kind and strong, giovane donna capace di anteporre i dettami sociali e gli obblighi famigliari ai suoi desideri, pur non rinunciando a farsi portatrice di una benevolenza che le verrà col tempo restituita. I suoi sogni, i suoi racconti e i suoi disegni mostrano un desiderio di fuga (in questa stessa stagione cinematografica si è verificato un episodio in qualche modo affine con il bel “Sette minuti dopo la mezzanotte” di Bayona) che però il film non psicanalizza, ma sfrutta per raffigurare in modo più poetico eventi ordinari o per rileggere passaggi troppo cruenti. Con una forza d’animo con pochi eguali, la ragazza supera vicissitudini intime e traumi comunitari con un ottimismo che ammetterà, dopo una serie di momenti distruttivi, un epilogo dall’aroma fiabesco.

Eppure il voto tiepido con cui chi scrive sintetizza il film è da ascriversi ad una serie di incertezze, tecniche e strutturali, che il film sembra portarsi appresso e che finiscono per incidere sulla sua valutazione complessiva. A non convincere è il didascalismo piuttosto insistito della sceneggiatura che finisce per pesare sul considerevole minutaggio. Non è chiaro, continuando l’elenco delle zone d’ombra dell’opera, se la scarsa comunicazione emotiva espressa dai volti dei vari personaggi, protagonista per prima, sia dovuta ai limiti tecnici nel disegnare i volti o alla tipica discrezione con cui i membri della società nipponica sono spesso raffigurati. E allargando la disamina all’aspetto tecnico nel suo insieme, poco comunicano le immagini dell’opera se confrontate con i risultati ammirati in opere recenti, solo qualche mese fa nel tecnicamente perfetto “Your Name.“.

In questo angolo di mondo”, anche se limitato dalle perplessità sopra espresse, non mancherà di allietare il pubblico sempre più vasto di ammiratori degli anime, che Nexo Digital su tutti si è proposta di accontentare grazie ad uscite evento come quella in questione. 

22/10/2017

Cast e credits

Titolo Originale
Kono sekai no katasumi ni
Distribuzione
Nexo Digital
Durata
128'
Produzione
Genco, Mappa
Sceneggiatura
Sunao Katabuchi, Chie Uratani
Fotografia
Yūya Kumazawa
Montaggio
Kashiko Kimura
Musiche
Kotringo

Trama

Suko è una ragazza come tante, cresciuta nel Giappone degli anni 30, casa semplice e affetti profondi. Voluta in sposa da un membro del Ministero della Difesa, una volta raggiunta la maggiore età lascia Hiroshima per trasferirsi nella vicina Kura, dove opera il marito. "In questo angolo di mondo " racconta le difficoltà, grandi o piccole, che sarà chiamata a superare: l'adattamento alla nuova vita, al marito che non conosce e alla di lui famiglia, lo sradicamento dalla sua città natale; ma soprattutto la guerra sempre incombente, che metterà a repentaglio la sua vita e quella di chi più ama.
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