Un paese quasi perfetto

Un paese quasi perfetto


Massimo Gaudioso

Commedia | Italia
(2015)

Una commedia imbarazzante, altro che quasi, un disastro perfetto.

Il film non prende mai il via e tira via in modo superficiale, sembra quasi indolente, un soggetto di per sé già privo di sostanza. Da un lato c’è Pietramezzana, un paese di invenzione abbarbicato sull’appennino lucano, centoventi anime rimaste senza lavoro dopo che la miniera è stata chiusa. Dall’altro lato invece c’è Gianluca Terragni (Fabio Volo) un chirurgo plastico – e cornuto – di città, che i “pietramezzani” guidati dal neo sindaco Domenico Buonocore (Silvio Orlando) cercheranno di convertire in medico condotto del paese.

Ne viene fuori una commedia corale che ricalca pari pari il gioco delle parti di “Benvenuti al Sud” (sceneggiato da Gaudioso per la regia di Luca Miniero) dove il borgo meridionale fuori dal mondo accoglie l’uomo del nord e lo circuisce, ma con un’onestà di base che alla fine non potrà che sedurlo, sia egli medico o direttore d’ufficio postale. Come “Benvenuti al Sud”, remake del film francese “Giù al Nord” di Dany Boon, anche “Un paese quasi perfetto” si ispira a un film canadese del 2003 “La grande seduzione” di Jean-Francois Pouliot, dov’era un villaggio di pescatori a doversi trovare un medico.  

In questa logica di prendere e riprendere qua e là si sviluppa un film fiacco e senza spunti originali, che ha il solo merito di durare poco più di un’ora e mezzo. Le performance degli attori sono al minimo, un carosello di macchiette che vanno dallo specialista Nando Paone a una cara vecchietta attrice improvvisata che solo dicendo “email” dovrebbe far ridere. Dei due protagonisti: Fabio Volo non ne azzecca una e la sua tipica risata, una specie di risucchio nasale, è come una zanzara nell’orecchio; Silvio Orlando sbraita molto e viene risucchiato nel nulla che lo circonda, dove vaga impalpabile Miriam Leone, quasi sempre esprimendo un contegno ingiustificato rispetto a quanto sta accadendo. I controcampi tra lei e Volo sono l’inno del patetico, che culmina nel saluto da lei appena accennato con la manina, in mezzo ai fiori gialli, mentre  lui sta per andarsene dal paese.

La messa in scena è povera e raffazzonata, malgrado i tentativi di impreziosirla con idee estremamente stravaganti come la teleferica e il cricket. Non regge neppure la gag sul sushi e sashimi, sbandierata come una delle migliori: è improponibile che un medico di città, che sia capace di intendere e di volere, chieda sushi e sashimi nel circolo di un paesello di cento persone. E’ improponibile la conversione paesana “sciuscia s’ascimm” addirittura riportata su una lavagna di sfondo, come fosse motivo di vanto creativo. E’ infine buttata lì e poi dimenticata la richiesta al rilancio di wasabi.

Massimo Gaudioso è stato co-sceneggiatore di Ciprì in “E’ stato il figlio” e di Gianni Di Gregorio nel suo esordio alla regia di “Pranzo di ferragosto“. E ha collaborato soprattutto a quasi tutte le sceneggiature di Matteo Garrone tra cui “Primo amore“, “Gomorra“, “Reality” e il più recente “Il racconto dei racconti“.

Perciò, perché?

L’unica spiegazione è che abbia scelto di cavalcare l’onda mediatica – e redditizia –  generata dal ritorno in patria di Fabio Volo. Volo torna e dalla fine dell’anno scorso sforna un bestseller, riconduce “Il volo del mattino” su Radio Deejay, “Le Iene” su Italia 1 e gira un film da protagonista. Senza dubbio l’Italia è il suo paese perfetto.  

26/03/2016

Cast e credits

Distribuzione
01 Distribution
Durata
92'
Produzione
Cattleya, Rai Cinema
Sceneggiatura
Massimo Gaudioso
Fotografia
Gogò Bianchi
Scenografie
Sonia Peng
Montaggio
Fabio Nunziata
Musiche
Santi Pulvirenti
Costumi
Ornella Campanale

Trama

Dopo la chiusura della miniera, il piccolo paese di Pietramezzana resta senza lavoro e rischia di morire. Persino il sindaco fugge in città. Domenico Buonocore (Silvio Orlando) non si arrende e organizza un piano per procurarsi un medico condotto (Fabio Volo) e duplicare il numero dei cittadini, due requisiti necessari per ottenere l’apertura di una nuova fabbrica.
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