Basta che funzioni

Basta che funzioni


Woody Allen

Commedia, Romantico | Usa
(2009)
Partire, stare per un po’ lontano da casa è giusto. Ed è altrettanto piacevole il sapore del ritorno, proprio laddove siamo nati e cresciuti. Ma a volte è necessario anche tornare, per ritrovare se stessi. E così, dopo quattro anni nel Vecchio Continente, diviso tra la cupa e delittuosa Londra e la solare e (si fa per dire) focosa Barcellona, Woody Allen torna (momentaneamente) nella sua amata New York. Torna a casa. E con la sua 44° prova dietro la macchina da presa torna a convincere e, sostenuto da un ottimo cast, a divertire.

Basato su una sceneggiatura scritta dallo stesso Allen nel lontano 1970 per l’attore comico ebreo Zero Mostele, e non priva (come sempre) di qualche spunto autobiografico, “Whatever Works” racconta la storia di Boris, uno scienziato sessantenne, che deluso dalla vita tenta il suicido, ma fallisce. Decide così di abbandonare gli agi della vita borghese e si trasferisce nel quartiere di Chinatown, in un vecchio e trasandato appartamento, passando le giornate ad insegnare scacchi ai bambini (spesso insultandoli) e fare lunghe chiacchierate polemiche ed esistenziali con vecchi amici. Incontrerà per caso una giovanissima ragazza venuta dal Sud (Melodie St. Anne Celestine), scappata di casa e decisa a trovare lavoro a New York.

A raccontarci tutta la vicenda è lo stesso protagonista, che sin dall’inizio, a volte anche in modo sfacciato (non senza un conseguente stupore dei suoi co-protagonisti), si rivolge verso il pubblico, rendendolo privato confidente dei suoi dubbi e dei suoi pensieri. Una frequente interruzione della finzione scenica, che mancava da qualche tempo e che sembra prendere quasi la forma di ammonimento, se non addirittura di testamento artistico.

Ancora una volta Allen dirige, ma affida lo schermo al suo ennesimo (e riuscito) alter-ego, tale Larry David, classe 1947, da noi pressoché sconosciuto ma amato in patria per le serie tv “Seinfeld” (come autore) e “Curb your Enthusiasm” (come autore ed interprete). Boris è sarcastico, dissacrante, cinico, misantropo e, da buon ipocondriaco, vittima di frequenti attacchi di panico. Boris, ancora una volta, è Woody. E sembra provenire direttamente dal classico repertorio alleniano. Ed a conti fatti in questa nuova commedia c’è poco di nuovo sotto il sole. Film parlatissimo, dove vengono frullati, in un fitto mix di dialoghi, battute e lunghi monologhi, temi e situazioni care al regista newyorkese, “Whatever Works” è soprattutto un film d’interni, caldi e dai colori pastosi, dove tutto è al servizio delle parole, siano queste lunghi monologhi di sfogo del disilluso protagonista (sull’amore, sul caso e la fortuna, sulle donne, sulla società), oppure frizzanti scambi di battute (alcuni dei momenti migliori del film) tra Boris ed i genitori di Melodie.

Ed il perfetto contraltare all’attempato Boris è proprio uno dei personaggi femminili alleniani migliori degli ultimi anni (assieme all’Amanda di “Anything Else”). Interpretato con convinzione e dolcezza dalla bella Evan Rachel Wood, Melodie, giovane che viene dal Mississipi, solare ed un pò sempliciotta, ricorda molto l’ingenua prostituta Mira Sorvino, protagonista assoluta de “La dea dell’amore”. Così, l’arrivo del tutto casuale nella vita di Boris di questa imprevedibile meteora offre ad Allen lo spunto di partenza per parlare a ruota libera. Non facciamoci illusioni: in una vita dominata dal caso e dal caos (“L’universo si esaurisce. Perché noi non dovremmo?”), anche dall’amore (che come ogni cosa non è infinito) possiamo solo aspettarci che, almeno, funzioni (basta quello, in fondo). La transitorietà dei rapporti (assolutamente folli nelle loro dinamica imprevedibilità). E ancora: i genitori venuti dalla campagna (tra cui una splendida Patricia Clarkson), invadenti ed un po’ bigotti, che scoprono la loro vera ed inaspettata natura solo nella stimolante New York (fatto sottolineato con non poco cinismo ed ironia).

Da un abitudinario come il buon vecchio Woody, a 73 anni e dopo una carriera come la sua, non possiamo aspettarci cambiamenti epocali. Ma di sicuro “Whatever Works” ha un sapore fresco, diverte e passa dolcemente sotto pelle. E noi possiamo accontentarci di questo, dovremmo averlo imparato oramai. Basta che funzioni. Whatever Works.

21/09/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Whatever Works
Distribuzione
Medusa Film
Durata
92'
Produzione
Gravier Productions, Wild Bunch
Sceneggiatura
Woody Allen
Fotografia
Harris Savides
Montaggio
Alisa Lepselter

Trama

Uno scienziato sessantenne, eccentrico e nevrotico, dopo un fallito suicidio, divorzia dalla moglie, abbandona gli agi della vita borghese e decide di vivere alla giornata. Finirà per innamorarsi di una giovane ragazza venuta dal Sud
Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale