Gigolò per caso

Gigolò per caso


John Turturro

Commedia, Sentimentale | Usa
(2013)

A pochi anni dall’apparizione-omaggio in “Paris-Manhattan“, Woody Allen torna a farsi dirigere nei panni dell’interprete puro in “Gigolò per caso”, quinta prova registica dell’attore John Turturro.

Dopo aver visto fallire la sua antica, pittoresca libreria, lo sconclusionato Murray è costretto a inventarsi un modo per mantenere la chiassosa famiglia. Quando la sua ricca e annoiata dermatologa gli confida di voler ricorrere a un professionista per soddisfare certi bassi pruriti, crede di aver finalmente individuato l’occasione giusta, ma ha bisogno di un complice. Per questo convince l’amico Fioravante, mite e spiantato fioraio, dotato di un fascino sobrio ma intrigante, a improvvisarsi gigolò per una notte.

L’inaspettato talento di Fioravante, ascoltatore attento e amante premuroso, trasformerà l’escamotage in un business di successo. Ma l’amicizia amorosa con Avigal, schiva vedova di un rabbino della rigorosa e intransigente comunità chassidica di New York, destabilizzerà i precari equilibri (emotivi e non) dei due soci.

Fin dagli esordi dietro alla macchina da presa, John Turturro ha sempre riservato un’attenzione particolare alla componente musicale dei suoi film. Basti pensare a “Romance & Cigarettes”, musical atipico, folle ed eccessivo, o al più recente “Passione”, sentito tributo alle canzoni e ai colori di una Napoli verace e popolarissima.

Sebbene “Gigolò per caso” non sia un musical in senso stretto, potrebbe essere definito senza difficoltà una “commedia musicale” (o meglio, “commedia romantica musicale”). Turturro realizza infatti un’opera mutevole e multiforme, capace davvero di trasformarsi e cambiare, nell’andamento e nei toni, all’unisono con i brani e le composizioni che impreziosiscono una colonna sonora colta e raffinatissima.

Così, partendo dallo swing di Dean Martin e dalla celebre “Just a Gigolo” (ovviamente), il film lascia le cadenza farsesche generate dall’insolita proposta di Murray per seguire l’evoluzione del protagonista, alle prese con oneri e onori della sua nuova carriera. Attraverso il jazz di Gene Ammons e di Trombone Shorty o il tango di “Reflejo de luna”, Fioravante acquista progressivamente confidenza e sicurezza nella sua missione di “bring magic to the lonely”. Fino all’incontro fatale con la fragile Avigal e all’apertura (per entrambi, seppur in modo differente) all’amore vero, sulle note di una sussurrata e ammaliante “Tu sì ‘na cosa grande” cantata con un filo di voce da Vanessa Paradis.

La musica accompagna Fioravante (e lo spettatore) nell’affascinante esplorazione di una galleria di ritratti femminili, ognuno unico e interessante, cesellati nella materia viva di interpreti versatili e sensibili. Basti pensare al sorriso teso di Sharon Stone, che dissimula una quotidianità di noia e amarezze, oppure alla cupidigia rapace di Sofía Vergara, o ancora alla pudica riservatezza di Vanessa Paradis, dietro la quale si celano una sofferta austerità e un’infinita voglia di tenerezza.

È soprattutto grazie all’incontro tra Avigal e Fioravante, sinfonia di due solitudini, che “Gigolò per caso” acquista corpo e carattere, trasformandosi in un omaggio di malinconica leggerezza a una New York multietnica ma famigliare, “di quartiere”, che sta inesorabilmente scomparendo (come la piccola libreria di Murray). Così le splendide vedute urbane fotografate da Marco Pontecorvo, bagnate da una luce morbida e gentile, riscaldate da tenui colori autunnali, traducono visivamente l’appellativo “fading” (appassire, svanire, dissolvere) del titolo originale e assurgono allo status di luogo dell’anima del sognatore romantico Fioravante, sguardo quieto e animo cortese.

A Woody Allen, che di quella New York è stato il principale cantore, il compito di regalare qualche sprazzo di briosa sagacia e sano cinismo, in una citazione perpetua e azzeccatissima della sua abituale maschera di nevrotico impenitente.

Con finezza, mestiere e competenza, ma senza mai prendersi troppo sul serio, Turturro è riuscito nell’impresa rara di realizzare una commedia agrodolce toccante ed armoniosa, solo apparentemente spensierata, permeata da un sentimento di delicata nostalgia e da un umorismo sottile. Un film maturo ed elegante, capace di regalare un sorriso e di commuovere con garbo.

20/04/2014

Cast e credits

Titolo Originale
Fading Gigolo
Distribuzione
Lucky Red
Durata
90'
Produzione
Antidote Films
Sceneggiatura
John Turturro
Fotografia
Marco Pontecorvo
Montaggio
Simona Paggi
Musiche
Bill Maxwell, Abraham Laboriel

Trama

Dopo aver visto fallire la sua antica, pittoresca libreria, lo sconclusionato Murray è costretto a inventarsi un modo per mantenere la chiassosa famiglia. Quando la sua ricca e annoiata dermatologa gli confida di voler ricorrere a un professionista per soddisfare certi bassi pruriti, crede di aver finalmente individuato l’occasione giusta, ma ha bisogno di un complice. Per questo convince l’amico Fioravante, mite e spiantato fioraio, dotato di un fascino sobrio ma intrigante, a improvvisarsi gigolò per una notte.

L’inaspettato talento di Fioravante, ascoltatore attento e amante premuroso, trasformerà l’escamotage in un business di successo. Ma l’amicizia amorosa con Avigal, schiva vedova di un rabbino della rigorosa e intransigente comunità chassidica di New York, destabilizzerà i precari equilibri (emotivi e non) dei due soci.

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