L’impostore – The Imposter

L’impostore – The Imposter


Bart Layton

Docu-fiction, Documentario | Gran Bretagna, Usa
(2012)

“The Imposter” è un documentario.  Narra una storia vera e per farlo mette davanti all’obiettivo i protagonisti di questa vicenda.

“The Imposter”, però, inframmezza la interviste con ricostruzioni fiction realizzate ex novo e obbedienti a meccanismi di noir più o meno classici (l’entrata in scena dell’ispettore è una consapevole sottolineatura che lascia pochi dubbi).

Verrebbe subito da chiedersi in che misura è artefatta la ricostruzione se correlazionata agli interventi non solo del Grande Impostore Nicholas Barclay/ Frèdèric Bourdin ma, forse, di tutti coloro che abitano il film.

Il percorso della pellicola del documentarista britannico Barry Layton è camaleontico e ambivalente. L’attacco è dunque quello di un pastiche che alterna interviste ai protagonisti-narratori a sequenze fiction che materializzano l’essenza del ricordo. Una rievocazione che è però al contempo anche assenza di una messa a fuoco: l’immissione del fattore fiction, utilizzata come estensione (atmosferica, narrativa) del racconto, si integra perfettamente con il resto perchè completa un accaduto che è già interpretazione, già finzione. In questo senso la capacità di Barclay/Bourdin di anticipare l’incapacità (di saper vedere) dell’umanità circondaria – sfere alte comprese – è già motore cinematografico, una impronta che, sfiorata, basterebbe da sola a scatenare un flusso visivo proprio di un appassionante marchingegno filmico.

Con il procedere del film, la vera incredibile storia fornisce però l’opportunità da parte del regista di plasmare la materia fino ad approdare ad una identità di thriller sui generis. In una suspense all’interno della quale il “cattivo” imbastisce diavolerie che sfiorano soltanto la malvagità, mentre i “buoni” sono troppo distratti a guardare nel proprio giardino o poco simpatici per poter ambire alle simpatie dello spettatore.

Pur affrontando la visione senza la benchè minima informazione preliminare e ignorando l’esplicativo titolo, nell’esposizione del protagonista traspare presto una sottile ed inquietante affabilità che lascia intendere sorprese, sviluppi e sottotrame (presumibilmente, comprese quelle che non sapremo mai). Dunque, già di per sé l’utilizzo della parola e della storia possiede una carica emotiva che può dirsi thrilling. Layton comprime orizzontalmente tutti i risvolti e gli intrighi macinano in una forma prestabilita. Il regista sa però che il suo sguardo se rapportato al diabolico tragitto intrapreso da Bourdin risulterà sempre e comunque sobrio e, in virtù di ciò,  le alterazioni narrative appaiono già prestabilite e, comunque, tutta l’azione è imbottigliata in una oppressione uniforme che, come alcuni ragguardevoli thriller insegnano, finisce con lo scuotere anche i momenti di apparente distensione.

L’entrata in scena della famiglia del disperso Nicholas Barclay, scoperchia il celebre motivo conduttore del pentolone  della provincia americana che cela dietro la piatta quiete del vivere quotidiano, malumori o peggio segreti indicibili. E anche quando il puzzle sembra sul punto di ricomporsi, resta un pezzo mancante pronto a rimescolare i tasselli. Il tutto senza intaccare l’astuta statura di Bourdin, nelle immagini d’archivio mirabilmente sintetizzata dal suo spaventoso ghigno al momento dell’arresto.

La fine della storia non solo sembra impossibilitata nel mettere le cose a posto ma, anzi, l’edificazione o almeno l’abbozzo dell’accaduto non fa che tracciare disarticolate parabole le cui indagini continuano a rendere pulsantemente attive le corde delle inquietudini dell’accaduto ma, cosa ancora più rimarchevole, anche gli avvenimenti inventati di sana pianta: non è forse vero che i dettagli sulle presunte torture subite da un gruppo di bambini restano agghiaccianti anche dopo essersi palesate fasulle? Sì:  l’Impostore Nicholas Barclay/ Frèdèric Bourdin è riuscito ad ingannare anche noi.

08/04/2014

Cast e credits

Titolo Originale
The Imposter
Distribuzione
Feltrinelli Real Cinema
Durata
99'
Produzione
A&E IndieFilms, Film4, Protagonist Pictures, Randy Murray Productions, RAW
Fotografia
Erik Wilson, Lynda Hall
Scenografie
John M. Oswald
Montaggio
Andrew Hulme
Musiche
Anne Nikitin

Trama

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