Parto col folle

Parto col folle


Todd Phillips

Commedia | Usa
(2010)
Uno è un distinto e freddo ingegnere che deve raggiungere il più in fretta possibile la moglie a Los Angeles che sta per dargli un figlio. L’altro è un mezzo sciroccato, amante delle droghe leggere e mitomane, aspirante attore che vuole sfondare ad Hollywood. Il caso (più o meno) li metterà assieme, in un lunghissimo viaggio in auto per arrivare a casa. Ne capiteranno di tutti i colori, ma i due, alla fine, diventeranno amici.

 

Il film di Todd Phillips riunisce il regista del successo “Una notte da leoni” con l’attore Zach Galifianakis (lanciatissimo negli Usa, tra comparsate in recenti successi al box office e la serie tv HBO “Bored to Death”), a cui viene affiancato il rodato (e rinato) Robert Downey Jr. Ma il film è un remake non dichiarato di “Un biglietto in due”, simpatica commedia anni ’80 diretta del nume tutelare John Hughes, interpretata da Steve Martin (qui Downey Jr.) e John Candy (Galifianakis). Phillips riprende senza molte variazioni la struttura del film di Hughes e vi innesta robuste dosi di volgarità (Ethan che si masturba in auto, imitato dal suo cagnolino Sonny) e stoccate politicamente scorrette (violenza su minori e disabili) che ambirebbero a battere i fratelli Farelly nel loro stesso territorio, ma non graffiano più di tanto. Soprattutto, nonostante il lungo viaggio per gli Usa, non emerge mai il ritratto di un Paese come accadeva in “Una notte da leoni”, qui non c’è nessuna vena ribellistica, ma soltanto il dovere-necessità di tornare al focolare domestico il prima possibile, lasciando perdere i propositi deliranti del “folle” compagno di viaggio di Peter-Downey Jr.. Troppe situazioni poi sono di quarta mano, e arrivano con ampia previsione (a partire dalla scambio delle ceneri del padre di Ethan per caffè), e alcune sequenze come quella della fuga dal confine messicano sono decisamente troppo esagerate e stiracchiate (possibile che dopo un tale disastro non ci sia nessuna ripercussione sui protagonisti?).

 

Phillips e i suoi sceneggiatori non osano mai nulla, e il loro film sconta una seconda parte in cui il ritmo cala vistosamente, e che, come in “Un biglietto in due” di Hughes, si commette l’errore capitale di puntare su un sentimentalismo un po’ d’accatto (Ethan che disperde le ceneri del padre nel Grand Canyon). Certo, ci sono le performance dei due simpatici attori: l’alchimia tra il compassato manager Downey Jr. e lo sbroccato attorucolo che improvvisa dialoghi da “Il padrino”, scatta subito e rende la visione complessiva tutto sommato piacevole, ma non basta. Resta il rimpianto per un’operazione che, sulla carta, avrebbe potuto regalare le stesse “novità” e risate di “Una notte da leoni”.

31/01/2011

Cast e credits

Titolo Originale
Due Date
Distribuzione
Warner Bros Italia
Durata
95'
Sceneggiatura
Todd Phillips, Alan R. Cohen, Alan Freedland, Adam Sztykiel
Fotografia
Lawrence Sher
Scenografie
Bill Brzeski
Montaggio
Debra Neil-Fisher
Musiche
Christophe Beck
Costumi
Louise Mingerbach
Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi

Il bacio della donna ragno
Il bacio della donna ragno

Bill Condon traspone su schermo il noto musical di Broadway e racconta l'accettazione della diversità attraverso la potente arma dell'immaginazione, intrecciando dramma a canti e danze. Ma la regia è disordinata e il risultato è fiacco e confuso

Le bambine
Le bambine

"Le bambine" osserva l'infanzia senza nostalgia, affidandosi allo sguardo spontaneo delle sue giovani protagoniste e a una messa in scena delicata ma mai edulcorata. Pur con qualche dispersione narrativa, le sorelle Bertani firmano un esordio autentico e sensibile, capace di raccontare la crescita come scoperta delle fragilità del mondo adulto

Disclosure Day
Disclosure Day

Inno umanista e antispecista, Spielberg mette in scena l’ultimo esempio della sua capacità di creare grande cinema, pur con difetti nella sceneggiatura e i limiti insiti in un’operazione di memorabilia cinematografica personale

La cronologia dell’acqua
La cronologia dell’acqua

Dopo oltre un anno dal sua passaggio a Cannes, arriva anche nelle sale italiane l'esordio alla regia di Kristen Stewart. L'omonimo addattamento del memoir di Lidia Yuknavitch, nonostante una messa in scena talvolta caotica, vive di un forza intestinale, viscerale, magnetica

Romería – Il mare dei ricordi
Romería – Il mare dei ricordi

Al suo terzo lungometraggio, la cineasta spagnola Carla Simón ripropone approccio autobiografico, tematiche e stile all'interno di un film estivo nuvoloso e melanconico che si ibrida con una detection esistenziale