L’uomo che fissa le capre

L’uomo che fissa le capre


Grant Heslov

Commedia | Usa
(2009)

Lanciato a livello di marketing come una commedia demenziale, “L’uomo che fissa le capre” non delude eccessivamente questa aspettativa. Ovvero non la delude del tutto, ma solo in parte. In parte sì, perché i tre quarti dei momenti “ridicoli” della pellicola sono già presenti nel trailer. In sala, con la novità che si è ormai dissipata, non sortiscono lo stesso effetto. Resta un film che non fa propriamente ridere dall’inizio alla fine (quale film ci riesce?) ma in compenso, dietro alla demenzialità di facciata, ha qualcosa da dire sull’esercito americano e sulla sua politica.

C’è solo da sperare, a questo punto, che la campagna pubblicitaria incentrata sulla “risata” non abbia sminuito troppo il senso della pellicola, predisponendo lo spettatore a un film diverso.

George Clooney, ancora una volta anche in veste di produttore, torna nei deserti di “Syriana”, lo fa con la commedia, nella quale riesce sempre meravigliosamente. La regia, affidata all’attore di professione nonché sceneggiatore di “Good Night, and Good Luck” Grant Heslov, è composta e precisa, lascia spazio alla recitazione di Clooney e McGregor, ispirati, e all’intero comparto di attori strafamosi e di talento (Kevin Spacey, Jeff Bridges). Ne viene fuori un film interessante, recitato benissimo, con una colonna sonora adatta e molto carina. Purtroppo, tuttavia, qualcosa non va. C’è un “che” di incompleto, di mancante, ne “L’uomo che fissa le capre”. Non è banale, è vero, e la sceneggiatura è buona ma non è così “tagliente” e incisiva come quella di “Burn After Reading” o “The Informant!” (li accomuniamo perché hanno stessa impostazione grafica nella locandina?).

Il problema di fondo del film di Heslov, forse, risiede nel fatto che sdrammatizza a tal punto i toni, li rende talmente “leggeri” che si perde il senso, importante, della “critica” alla base della storia. Il film in questione vorrebbe criticare, prendendolo pesantemente in giro, l’esercito statunitense. Ma il richiamo costante ai “cavalieri Jedi” (sarà un caso che uno dei protagonisti di questo film sia McGregor?) e le varie scene demenziali ne riducono a tal punto l’effetto che la necessità di affrontare il tema forse si perde. Resta sicuramente la “convizione” mostrata da Lyn nei suoi poteri, nella sua capacità di soldato (tipico dei marines), ma anche l’ideologia becera dei Comandanti, o la necessità del personaggio di Spacey di “arrivare”, di fare carriera. Il tutto, preso con leggerezza fa sorridere. E forse, alla fine, Heslov, Clooney e soci non volevano molto di più.

Definitivamente non il migliore film di Clooney e nemmeno il più “pungente” film dell’anno. Tutto sommato però, “L’uomo che fissa le capre” è un film che, a osservarlo con leggerezza e non troppo impegno, si lascia guardare. C’è anche un omaggio divertente, a parere di chi scrive, nei confronti del celeberrimo “Ken il guerriero”.

05/11/2009

Cast e credits

Titolo Originale
The Man Who Stare At Goats
Distribuzione
Medusa Film
Durata
90'
Produzione
BBC Films, Smoke House
Sceneggiatura
Peter Straughan
Fotografia
Robert Elswit
Scenografie
Sharon Seymour
Montaggio
Tatiana S. Riegel
Musiche
Rolfe Kent

Trama

Bob Wilton, giornalista di mezza tacca con un matrimonio fallito alle spalle, decide di andare in Medio Oriente per risollevare la sua carriera. Sul luogo scopre che l'esercito sta progettando l'applicazione di facoltà paranormali per scopi bellici. La conoscenza di Lyn, membro di questa unità dell'esercito lo trascinerà in una realtà assurda
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi