A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III

A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III


Roman Coppola

Commedia | Usa
(2012)

Roman Coppola è il figlio di Francis Ford e il fratello di Sofia, che ha affiancato più volte nella produzione (o nella regia di seconda unità). Soprattutto, Roman, è uno degli amici e sodali di Wes Anderson con cui ha sceneggiato “The Darjeeling Limited.” e “Moonrise Kingdom“, di imminente uscita nelle sale italiane.

Quest’amicizia è di primaria importanza per capire “A Glimpse Inside The Mind of Charles Swan III”, contestualizzandolo in quel cinema indipendente iniziato sul finire del secolo e protrattosi fino a oggi. Parliamo dell’opera di Anderson, Jonze, Kaufman, Payne, Sophia Coppola, parzialmente Gondry e il derivativo (almeno fino alla maturità degli ultimi due film) Jason Reitman: un cinemaarty, cinefilo, colto, che ama e mitizza epoche passate, fa dècor con tutta l’oggettistica possibile, con attenzione maniacale ai colori delle scenografie e ai costumi, alla coolness della colonna sonora. Ecco, ora pensate a “Essere John Malkovich” (e un po’ all’incipit di “Eternal Sunshine of the Spotless Mind“) mescolatelo al feticismo di wesandersoniano e otterrete il lungometraggio di Roman Coppola

Infatti, quest’opera seconda si potrebbe definire un “Wes Anderson dei poveri”, poiché si possono notare vistosi ammiccamenti ai suoi stilemi: un gruppo di protagonisti nevrotici e malinconici, il setting temporale negli anni ’70, l’importanza diegetica dei sopracitati dettagli nella messa in scena, che rivelano quasi sempre un ammiccamento o un omaggio cinefilo, oltre a delineare il personaggio molto più dei dialoghi.

A mancare, insomma, è proprio Wes con le sue impareggiabili carrellate, con le sue geometrie che ritagliano lo spazio emotivo dei vari personaggi. L’idea alla base di “A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III” è interessante e piena di possibili spunti, alcuni attuati dalla stessa sceneggiatura, mancando poi le soluzioni visive e registiche per controbilanciarle degnamente. Charles Swan è un egocentrico e brillante grafico che viene lasciato in maniera improvvisa (la fatidica ultima goccia è stata la scoperta delle foto di nudo delle ex di Charles) dalla fidanzata Ivana. Ribellandosi all’idea di quest’amore finito, Swan accusa dei dolori a petto e finisce in ospedale. Qui comincia a fare un bilancio della sua esistenza, mentre attorno a lui si avvicendano la sorella (Patricia Arquette) e i suoi più grandi amici (Jason Swartzman nel ruolo di uno stand-up comedian e Bill Murray nei panni dell’affidabile contabile).

In un’autoanalisi esistenziale che progredisce attraverso le fantasticherie del protagonista la messa in scena diretta da Coppola ha ritmi troppo fiacchi per tenere il passo dei personaggi. Charles Swan ha, come i suoi amici, ancora la maturità di un bambino e, di conseguenza, sogna ad occhi aperti di impossibili salvataggi della sua donna da sicari nazisti, oppure di cavalcate nei deserti del West insieme al suo amico Kirby, finché, attaccati dagli indiani, non vengono salvati da Saul (Murray) che si staglia come John Wayne (tra le scene più divertenti del festival). Questi aneddoti corretti dalla fantasia a briglia sciolta di Swan ci permettono di addentrarci gradualmente tra le fragilità e le manie di grandezza del nostro uomo: se la composizione del quadro è accurata e calibrata in luci, colori e musiche, la regia non riesce mai a dare dinamicità alle sequenze, incartandosi in una passerella di proiezioni oniriche senza che queste si discostino dai movimenti della realtà. Scoperto il gioco di Coppola – i suoi personaggi giocano agli indiani come si faceva da bambini – “A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III” non regala altre emozioni, se non i sussulti di una nevrosi che, una volta sfogata, si può riappacificare con sé e con gli altri.

Il carosello finale che in “8 e ½” esplicitava la condanna del genio a vivere dentro e attraverso una messinscena, nel secondo film di Coppola è invece un saluto affettuoso che si allarga agli spettatori; siamo di fronte a un dramedy diretto con onestà e tanta voglia di fare, ma senza polso overve personale. Rimane la notevole performance di Charlie Sheen, ultimamente agli onori della cronaca soltanto per le sue mattate (costato il licenziamento dallo show CBS “Due uomini e mezzo”), e che, in questo film, sembra riemergere come interprete e uomo più maturo. L’apparenza di questa connessione biografica – Roman, poco dopo aver iniziato a redigere lo script, ha chiamato il suo vecchio amico di infanzia – è l’unica vera magia prodotta da questo sguardo nella mente di Charles Swan III. 

20/11/2012

Cast e credits

Durata
85'
Produzione
American Zoetrope; The Directors Bureau
Sceneggiatura
Roman Coppola
Fotografia
Nick Beal
Scenografie
Elliott Hostetter
Montaggio
Robert Schafer
Musiche
Liam Hayes; Roger Neill
Costumi
April Napier

Trama

Charles Swan III, designer affascinante e di successo, vede la sua vita disintegrarsi dopo che la fidanzata Ivana ha deciso di lasciarlo. Charlie si ritrova avvolto da una spirale di dubbi e confusione, e il suo percorso di autorivalutazione passerà attraverso una serie di deliranti fantasie incentrate sulle sue relazioni passate.
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