Hatching – La forma del male

Hatching – La forma del male


Hanna Bergholm

Horror | Finlandia
(2022)

La longevità del modello familiare borghese forse deriva dal numero di opere che ne fanno il centro della narrazione. In “Hatching”, la benestante famiglia finlandese della protagonista si auto-narra in un blog gestito dalla madre maniaca del controllo  – tutto pare idilliaco ma naturalmente la superficie delle cose è ingannevole e la famiglia è un coacervo di violenze e delusioni. In particolare il rapporto tra la pre-adolescente Tinja e la madre non è tra i migliori. Fratellino geloso e padre inerme rimangono parecchio sullo sfondo, perché il conflitto narrato è tutto femminile.

Tra le crisi familiari più narrativamente interessanti ci sono le tensioni che si creano nel momento dello sviluppo sessuale dei figli – quando biologicamente dovrebbero andarsene ad accoppiarsi con qualche diverso ceppo genetico ma socialmente non lo possono ancor fare. Il versante femminile di questa storia è sostanzialmente riassunto in “Biancaneve” la storia parte nel giorno in cui la madre (chiamata matrigna per autocensura) non è più la più bella del reame perché è invecchiata mentre la figlia è cresciuta ed è diventata una giovane donna. In un mondo premoderno la perdita del ruolo riproduttivo della donna adulta rischiava di coincidere con la sua morte sociale (infatti la matrigna di lì a poco diventa una vecchia e muore). Il momento rimane però decisamente teso anche adesso, ed è stato recentemente l’oggetto di due film che sono utili per leggere Hatching: “Red” di Domee Shi  e “The Witch” di Robert Eggers.

La madre di Tinja fa forti pressioni sulla figlia perché vinca una competizione locale di ginnastica e questo si traduce in un controllo rigoroso del corpo della figlia. L’elemento perturbante è rappresentato da un corvo nero che si insinua nel salotto bianco della famiglia bianca durante delle riprese per il blog. Il corvo viene ucciso dalla madre – che ristabilisce l’ordine. La figlia si occuperà invece di far crescere l’elemento perturbante covando l’uovo che il corvo ha lasciato. Metafora più esplicita di così… Dall’uovo non può che uscire una creatura sgraziata ma potente che rappresenta e realizza tutti gli istinti della protagonista e quindi la pone in conflitto con la madre. Cioè esattamente il panda rosso morbidoso di “Red”, solo che è un corvo nero deforme. Certo, là dove nel film Pixar da quel punto la storia si muove lungo un percorso di amicizia, musica e elogio della multietnicità, Hatching fa un gioco al rialzo con il mostro che si fa sempre più violento e difficile da tenere a bada. Ma alla fine la morale non potrà essere giustamente altro che accettare la propria parte nuova e selvaggia che è emersa con lo sviluppo sessuale. Non si sta qui dicendo che “Hatching” ha copiato “Red” che ha copiato “Biancaneve”, solo che siamo davanti a una delle storie base, senza particolari picchi di originalità. Una variazione sul tema più interessante era per esempio costituita dal succitato “The Witch”. La tensione sessuale era molto più elevata dato che lo sviluppo avveniva contemporaneamente per il figlio maschio e la figlia femmina in un contesto di estremo isolamento sociale, e si osava di più anche sul versante horror (SPOILER – si veda per esempio il destino dei neonati in un film e nell’altro – FINE SPOILER).

Dal punto di vista formale invece niente da eccepire. Il mostro convince – e in queste storie è l’elemento chiave – senza un utilizzo apparente di CGI. Le scenografie familiari hanno quel nitore eccessivo che rimanda a “Kynodontas” (si parva licet componere magnis) e inquieta.  Soprattutto – forse è questo, a ripensarci l’elemento chiave – la ragazzina protagonista è veramente brava nel progressivo sdoppiamento. Tutto questo ha portato a una certa risonanza al film anche fuori dai confini finlandesi. Però la progressione dell’orrore è abbastanza prevedibile – al vero appassionato di horror a parte il mostro non resta molto. Eppure è possibile fare film horror in cui l’orrore sia allo stesso tempo una proiezione delle proprie angosce E un entità che fa davvero paura – si veda ad esempio l’ottimo “Babadook

31/10/2022

Cast e credits

Titolo Originale
Pahanhautoja
Distribuzione
Adler Entertainment
Durata
86'
Produzione
Hobab
Sceneggiatura
Ilja Rautsi
Fotografia
Jarkko T. Laine
Montaggio
Linda Jildmalm
Musiche
Stein Berge Svendsen
Costumi
Ulrika Sjölin

Trama

La dodicenne Tinja uccide un corvo e poi scopre che ha lasciato un uovo. Sarà lei a prendersene cura. Ma dall'uovo uscirà qualcosa di imprevisto.
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi