Avengers: Age of Ultron

Avengers: Age of Ultron


Joss Whedon

Avventura, Azione | Usa
(2015)
Al termine delle riprese di “Avengers – Age of Ultron” il regista Joss Whedon (già al timone del primo capitolo, terzo successo di sempre al botteghino mondiale) ha ammesso che l’esperienza sul set è stata un incubo, la più difficile della sua carriera. Durante il tour promozionale della pellicola Whedon ha inoltre dato l’addio all’universo cinematografico Marvel, affermando di volersi occupare di progetti più personali e piccoli, obbligando i produttori a consegnare la regia del prossimo capitolo dei Vendicatori (previsto per il 2018 e diviso in due parti, com’è usanza oggi) ai meno esperti fratelli Russo (vedi il discreto “Captain America: The Winter Soldier“). Se a ciò aggiungiamo la presa di posizione di Whedon a favore del collega-amico Edgar Wright (iniziale autore dell’imminente “Ant-Man”, silurato dalla Marvel per “divergenze artistiche”), è chiaro che qualcosa è andato storto nella lavorazione di questo atteso sequel. Che Whedon, re dei geek nonché novello Re Mida di Hollywood, abbia svolto il compito in maniera svogliata e anonima è abbastanza palese sin dalle prime sequenze.

“Age of Ultron” parte in medias res con l’attacco degli Avengers alla fortezza del barone Von Strucker, ultima testa pensante dell’organizzazione terroristica Hydra, e possessore del temibile scettro bandito dal cattivone Loki nel film precedente. Lunghissimi piani sequenza digitali e grande dinamismo visivo, cedono ben presto il passo a inutili spiegoni sull’intelligenza artificiale o a dialoghi seriosi e noiosi che non portano da nessuna parte. Al contrario del film precedente non sono esplorate le dinamiche che hanno portato agli eventi di “Age of Ultron”: Tony Stark (un Robert Downey Jr. insolitamente sottotono) non aveva forse rinunciato ad essere Iron Man al termine di “Iron Man 3″? Captain America non era in fuga (così come Nick Fury) dopo gli eventi di “The Winter Soldier“? Quali conseguenze ha avuto nel mondo “reale” l’attacco alieno del primo “Avengers“? Se si esclude la simpatica sequenza del party (con la sfida per sollevare il martello di Thor e tanti gustosi camei), mancano del tutto l’intimismo e gli elementi da comedy che avevano alleggerito il primo capitolo, oltre a quel senso di ironia e leggerezza che smorzava la seriosità di un film con tanti supereroi che indossano costumi ridicoli. Se l’idea, epocale, di riunire in un solo progetto una moltitudine di personaggi appartenenti a diverse pellicole, ognuna col proprio tono e stile, era l’elemento vincente di “The Avengers“, e riusciva a far soprassedere anche sui tanti difetti (in primo luogo l’estenuante finale in cui New York viene devastata dai Chitauri), qui manca il fattore sorpresa, la novità, e si ha la sensazione di un sequel fatto unicamente per ragioni di contratto e box office più che per reale necessità.

Impossibile trovare una chiave con cui inquadrare questo “Age of Ultron”, un leit motiv che possa permettere al raffazzonato script di stare in piedi. Il robot senziente Ultron (a cui, nella versione originale, presta la voce e i movimenti James Spader) è semplicemente un generico monster of the week (come in un brutto episodio di “Smallville” o “Doctor Who”) che vuole annientare l’umanità, e che è necessario battere per arrivare al boss successivo (il titano Thanos, anticipato anche qui nella “solita” sequenza post credits, nonché villain principale della prossima pellicola “Avengers: Infinity War”), il resto sono solo chiacchiere e chiassose sequenze action (discreta solo quella in cui Hulk combatte contro l’imponente armatura Hulkbuster), legate tra loro da insulse sottotrame familiste (la vita privata e segreta di Occhio di falco), inaspettate e superflue love story (il legame tra Bruce Banner-Hulk e Vedova Nera), gratuiti tie-in a futuri film Marvel (la parte ambientata in Africa sembra inserita appositamente per collegarsi al film su “Pantera Nera”) e nuovi personaggi senza nessun spessore, interpretati da un illustre cast mai così sprecato (a partire dai poveri Andy Serkis e Julie Delpy, che si intravede per circa trenta secondi in una sequenza onirica). Il “tocco” di Whedon è in parte visibile solo nella (pessima) tendenza, tramandata dalla televisione, alla serializzazione e autoreferenzialità sconsiderata: “Age of Ultron” pare infatti solo un ininfluente “episodio” di passaggio in un disegno più grande, un lunghissimo e faticoso capitolo di mezzo che si limita a gettare le basi per i futuri progetti Marvel, che si spera abbiano ben altro respiro ed entusiasmo.

Considerate le attese e l’hype smisurato, una dolorosa, cocente, delusione.

18/04/2015

Cast e credits

Titolo Originale
The Avengers - Age of Ultron
Distribuzione
Walt Disney
Durata
141'
Sceneggiatura
Joss Whedon
Fotografia
Ben Davis
Scenografie
Charles Wood
Montaggio
Jeffrey Ford, Lisa Lassek
Musiche
Danny Elfman, Brian Tyler
Costumi
Alexandra Byrne

Trama

Il geniale miliardario Tony Stark (aka Iron Man) crea il robot Ultron per proteggere la terra e i suoi abitanti. Ma quando l'invenzione si ribellerà al suo creatore, con intenti bellici, spetterà a Iron Man assieme ai suoi compagni Vendicatori (Capitan America, Thor, Vedova Nera, Occhio di Falco, Hulk e un paio di new entry) fermarlo...ma il prezzo sarà alto.
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