Foxcatcher – Una storia americana

Foxcatcher – Una storia americana


Bennett Miller

Drammatico, Sportivo | Usa
(2014)

Per quanto possa sembrare strano alla generazione nata dopo la fine della guerra fredda, statunitensi e alleati non parteciparono alle olimpiadi di Mosca del 1980 e sovietici e alleati non parteciparono alle Olimpiadi di Los Angeles del 1984. In questa seconda occasione, trovandosi la strada un po’ spianata, i fratelli Mark e Dave Schultz (i sorprendenti Channing Tatum e Mark Ruffalo) vinsero, in due categorie diverse, la medaglia d’oro nella lotta greco-romana. La storia parte nel 1987 quando i loro quindici minuti di gloria sono passati da un pezzo e il mondiale e Seul 1988 sono dietro l’angolo. Dave, il maggiore, gestisce una palestra, Mark si arrangia e pensa che non è così che dovevano andare le cose. Quando accetterà l’offerta di du Pont (Steve Carrell superlativo) di andarsi ad allenare presso il suo centro sportivo, rimpiangerà di non essersi accontentato della normalità.

Fin dalla prima scena di lotta tra fratelli si capisce che si ha a che fare con un film notevole, un passo avanti rispetto all’ultima prova di Miller, l’interessante ma irrisolto “L’arte di vincere”. Qui le carte vengono giocate tutte a modo: si veda la mutazione della palette cromatica, scialbina la vita normale, colorata all’inizio la vita nella tenuta Foxcatcher, ma pronta a virare quasi a un bianco e nero spento nella neve. E soprattutto gli attori: Channing Tatum aveva già dato buona prova di sé in “Magic Mike” ma qui è finalmente un attore, Mark Ruffalo usa a buon fine i muscoli di Hulk mentre con la sua rassicurante barba cerca invano di tenere a bada un mondo privo di senso. E sopra a tutti Steve Carell: le sue pause al momento sbagliato, quel tono di voce sicuro-insicuro, la sua bocca contratta, il modo di muoversi, di goffamente lottare. Una interpretazione allo stesso tempo mimetica e profondamente inquietante. A ognuno vengono date scene fantastiche: la seduta di dimagrimento improvviso di Mark, l’intervista riluttante di Dave, la festa coi ragazzi e la liberazione dei cavalli di John.

I due punti deboli della pellicola: uno è colpa di Miller (e di chi si inventa i sottotitoli italiani) ed è spingere troppo sulla metafora degli States. Notare che il film si apre con un discorso sull’essere statunitensi e si chiude al grido di U-S-A-U-S-A. Agli Stati Uniti piace guardarsi allo specchio tutto il tempo, anche per trovarsi brutti, ma non è sempre necessario. “The Wolf of Wall Street” rappresenta gli Stati Uniti? No, rappresenta una interazione tra individui e società che ha uno dei suoi apici a Wall Street ma ha una valenza in tutte le società contemporanee. Una chiave simile avrebbe giovato a “Foxcatcher”. L’altro non è colpa di Miller, ed è  l’essere venuto dopo “The Wrestler” e soprattutto dopo “Dietro i candelabri” e in generale dietro al bellissimo discorso sulla relazione tra corpo e società della filmografia recente di Soderbergh, da “The Girlfriend Experience” a “The Knick” passando per “Knockout” e “Magic Mike”. “Foxcatcher” gioca nello stesso campionato di queste opere, e supera le ultime due, ma paga comunque il pegno del ritardo.

Il punto forte che non ti aspetti: tutta la parte finale in cui viene girato un video realmente esistente. Il confronto fra il video promozionale della famiglia du Pont e il film, le eco che gettano l’uno con l’altro sono tali che nell’impossibile evenienza che la famiglia du Pont ne concedesse i diritti, sarebbe stato da proiettare dopo il film. La fatica della costruzione dell’apparenza (a cui non a caso solo Dave fa resistenza), come una maschera che ride su un volto di una persona che singhiozza, come una uniforme da lotta greco-romana su un corpo cadente. Il confronto col video svela la potenza del cinema, non solo estetica, ma anche epistemologica: là dove il piccolo schermo ci rende una realtà lineare di luce piatta, il cinema può mostrarci le ombre, evocare le contraddizioni, senza spiegare farci capire molto di più. Quindi andate a vedere il film, che merita, e tornati a casa guardatevi il video.

10/03/2015

Cast e credits

Titolo Originale
Foxcatcher
Distribuzione
Bim
Durata
134'
Produzione
Annapurna
Sceneggiatura
Dan Futterman
Fotografia
Greig Faser
Montaggio
Stuart Levy
Musiche
Mychael Danna

Trama

Mark Schultz avrebbe fatto meglio a non accettare mai l'invito di du Pont...
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