Magic Mike XXL

Magic Mike XXL


Gregory Jacobs

Commedia, Drammatico | Usa
(2015)

Sono passati tre anni da quando “il magico” Mike Lane ha lasciato Dallas e la professione di stripper – o meglio di “intrattenitore per signore”. Ha realizzato il suo piccolo sogno di imprenditore, ma il brivido del palcoscenico, del “far sorridere le ragazze” ancora gli manca.

Invitato dagli ex compagni, i Re di Tampa, ad una finta veglia funebre per il loro vecchio mentore, Dallas, Mike scopre che la morte spetta ad altro: alla loro di spogliarellisti. I ragazzi stanno per affrontare la Convention di Stripper di Myrtle Beach, e Mike decide di aggregarsi per un’ultima, grande performance.

Nel viaggio Mike incontrerà vecchie fiamme (Roma, interpretata da Jada Pinkett Smith), attempate divorziate (Andie MacDowell) e nuovi amori (Amber Heard), fino al pirotecnico e glorioso.

Nonostante sia praticamente figlio di Steven Soderbergh quanto il predecessore “Magic Mike” (tranne la regia, ha curato quasi tutto il comparto tecnico sotto pseudonimi), questo sequel cancella il predecessore con un colpo di spugna. Distrugge il suo protagonista, lo livella ai suoi comprimari, a cui è dato finalmente un respiro che mancava nel capostipite – certo, un respiro cortissimo. Il taglio malinconico del film di Soderbergh si appiattisce a una versione più testosteronica di un effimero talent movie, fatto per placare i palati delle fan di Manganiello e Bomer, oltre che del titolare Tatum.

Che si potesse passare da cupo (ma edulcorato) slice of life a pruderie di culto era inevitabile vista la furbissima strategia di marketing che aveva portato al successo del primo capitolo: qui la formula viene rimasticata come road movie di caricature in odore di commedia. Rimane qualche incrostazione di riflessione sull’età e sull’accettazione della propria realtà, ma sparisce al primo, incredibile passo di danza di uno dei ballerini.

Il parco dei protagonisti è incredibilmente abbozzato: c’è il santone Ken, il guascone Birillone Richie in precrisi di mezza età (ovviamente anche a causa della “dimensione artistica”), l’animo sensibile ma burbero di Tarzan, il soul singer Andre, l’incontenibile portoricano Tito, e infine l’ancora magico Mike, che scopriamo essere anch’egli in piena crisi esistenziale causa cuore infranto.

Come da aspettarsi, lo script si perde ed è meramente un pretesto per i frequenti pit stop a colpi di striptease o siparietti comici, fino all’interminabile susseguirsi di gridolini che compone la seconda parte del film, traghettato da una mai tanto fatale Jaden Smith.

Linea piatta su tutti i reparti: Magic Mike è un sacchetto di pop corn ben confezionato ma fin troppo imburrato. Pregate perchè almeno spengano la musica e stacchino le luci.

28/09/2015

Cast e credits

Distribuzione
Warner Bros Pictures Italia
Durata
115'
Produzione
Iron Horse Entertainment, Warner Bros Pictures
Sceneggiatura
Reid Carolin
Fotografia
Steven Soderbergh
Scenografie
Howard Cummings
Montaggio
Steven Soderbergh
Costumi
Christopher Peterson

Trama

Tre anni dopo aver abbandonato, Mike torna a fare striptease per un'ultima performance insieme ai Re di Tampa.
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