The Bourne Identity

The Bourne Identity


Doug Liman

Azione | Usa
(2002)

Un uomo viene raccolto privo di sensi nel Mediterraneo, ferito e senza memoria. Scoprirà di essere un (ex?) agente della CIA e che questa organizzazione lo vuole morto. La chiave del mistero è nell’ultima missione, svolta a Parigi.

I primi supereroi furono Superman e Batman, un alieno e un miliardario. Il meccanismo di coinvolgimento del lettore era l’ammirazione per quello che non si sarebbe mai stati. Negli anni ’60 i supereroi cambiarono per sempre con l’arrivo dell’Uomo Ragno, uno studente asociale che acquisisce in modo fortuito dei poteri (piuttosto limitati) e, pur divenendo un eroe, deve gestire relazioni sentimentali complesse, parenti più adulti che gli dicono cosa fare etc. Un supereroe nel quale ci si può identificare. Gli agenti segreti sono l’equivalente adulto dei supereroi. In questo parallelo James Bond e Ethan Hunt sono come Superman e Batman: fatti per essere ammirati dal basso. Bourne è l’Uomo Ragno. Non ha armi ad alta tecnologia, combatte i nemici con gli oggetti che gli capitano a tiro (anche una penna trovata sul tavolo) e tanta fatica. Non amoreggia con schiere di irraggiungibili Emmanuelle Beart e Halle Berry: ha una sola donna, ed è la simpatica Franka Potente. Non guida macchine di lusso, ma la di lei Mini. La sua avventura non va dai grattacieli della Cina ai deserti della Bolivia, ma ricorda piuttosto vacanze low cost in giro per l’Europa.

Ma sono soprattutto due elementi più profondi che consentono all’adulto-tipo di specchiarsi in lui. Il primo è che Bourne è continuamente confuso. Trova soluzioni tattiche eccellenti, incredibili, ma non ha una visione completa del mondo, non sa chi è. Vaga nel buio seguendo indizi vaghi e reagisce meglio che può a ciò che incontra, proprio come noi. Il secondo è che Bourne è istintivamente antisistemico. Le prime persone che mena sono due poliziotti svizzeri che lo vogliono arrestare per vagabondaggio, quindi guardie dell’ambasciata USA, poi agenti al soldo della CIA, etc etc. Combatte non in base a uno schema di valori (interessi superiori come salvare/cambiare il mondo o parte di esso) ma perchè l’ordine costituito non gli consente di vivere, una motivazione nella quale è molto più facile riconoscersi. D’altro canto non è amorale: la risoluzione del mistero di Bourne ha a che vedere con una scelta etica compiuta in passato…

Primo episodio di una delle serie più popolari del decennio, “The Bourne Identity” è un film interessante e appassionante, anche se sarà superato dai due episodi successivi. La trama sconta una certa linearità e qualche inverosimiglianza. La qualità di un film è però data dalla regia, e la regia si limita ad essere corretta, con il giusto equilibrio tra azione e sviluppo dei personaggi, ma senza idee forti, a parte volendo quella di far combattere Bourne con una affascinante ma all’epoca oscura arte marziale filippina (l’Eskrima/Kali) che da allora ritroviamo in molte produzioni hollywoodiane (incluse “Mission Impossible III” e “Casino Royale” fino ad “Hanna”). Può darsi che questo risultato sia da ascrivere alla complicata gestazione del film, con numerosi dissidi tra la produzione che voleva il blockbuster e il regista (Doug Liman) ex-indie che voleva una regia più intima. In una intervista Liman racconta addirittura di aver lottato con la produzione pur di girare la lenta sequenza nella campagna francese (la più noiosa del film) e di aver fatto invece girare quasi completamente dal regista della seconda unità Alexander Litt la sequenza del frenetico inseguimento automobilistico per le strade di Parigi (la più riuscita), curandone solo il montaggio. Riconosciamo a Liman sia l’intuito di aver scelto personalmente di girare un film basato sui romanzi di Bourne, sia il coraggio di essersene distaccato notevolmente a favore di un taglio molto più realistico. Siamo però per una volta grati ai produttori per aver scelto Paul Greengrass come regista dei successivi due episodi (“The Bourne Supremacy” e “The Bourne Utlimatum”), che grazie ad una regia di alto livello rendono pienamente giustizia al personaggio.

12/11/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The Bourne Identity
Distribuzione
Universal Pictures
Durata
119'
Produzione
Universal Pictures
Sceneggiatura
Tony Gilroy
Fotografia
Oliver Wood
Scenografie
Sandrine Mauvezine
Montaggio
Saar Klein
Musiche
John Powell
Costumi
Pierre-Yves Gayraud

Trama

Un uomo viene raccolto privo di sensi nel Mediterraneo, ferito e senza memoria. Scoprirà di essere un (ex?) agente della CIA e che questa organizzazione lo vuole morto. La chiave del mistero è nell'ultima missione, svolta a Parigi.

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