I tre moschettieri

I tre moschettieri


Paul W.S. Anderson

Cappa E Spada | Usa
(2011)

Anche quando budget, trailer e regista ti hanno maldisposto verso un film, capita di uscire dalla sala sorridendo. Ovviamente “I tre moschettieri” è un popcorn movie con molti dei difetti classici del genere, i più insopportabili dei quali essendo: 1) il cattivo che uccide in un secondo chiunque gli si para innanzi tranne i protagonisti, a cui sente il bisogno di fare prima un discorsetto, o che lascia liberi con le scuse narrative più bizzarre; 2) il finale prevedibile passo per passo, perché segue uno schema che solo in questa stagione abbiamo visto (almeno) in “Harry Potter”, “Transformers” e “Thor”; 3) le varie moraline da portare a casa sparse qua e là; 4) le esplosioni. In più, Anderson non ha la mano leggerissima per alcuni versi: si veda ad esempio la polena della nave francese e il solito, inutile coinvolgimento del povero Leonardo da Vinci.

Premesso questo, il film è divertente. La trama originale del libro, che dà la direzione al di là di tutti gli stravolgimenti di stile, è letteralmente intrigante e si capisce perché sopravviva nei secoli. La missione dei moschettieri non mira a vincere una guerra, ma a evitarla, e nella storia si fondono bene i vari piani, dalla battaglia, alla diplomazia internazionale alle raffinate e perverse leggi di corte (su un altro livello, raccontate mirabilmente in “Ridicule” di Leconte). Soprattutto ci sono loro: Athos, Porthos, Aramis, e D’Artagnan, che si proverà degno di essere un moschettiere.

Tra la trama e il film c’è ovviamente la messa in scena, e da una grande storia si possono ottenere anche dei film pessimi come la miserabile versione anni 90 della Disney sta lì a dimostrare. Ma, chiamato alla prova, Paul WS Anderson se la cava bene e su vari punti si colloca al di sopra degli standard del prodotto hollywoodiano ad alto budget.

Ne “I tre moschettieri”, ci sono giustamente mille e uno combattimenti di scherma. Mentre in questo genere di prodotti le scene d’azione sono spesso paradossalmente noiose, le numerose battaglie del film sono invece coreografate bene, veloci e spettacolari ma chiare e appassionanti. Il regista si trova a maneggiare personaggi – non solo i moschettieri, ma tutta la corte dell’imbelle re Luigi – che sono dei classici della narrativa, e riesce a renderli modernamente attraenti per il grande pubblico, senza perderne del tutto lo spirito. Si notano soprattutto il perfido Richelieu, interpretato dall’immenso Christoph Waltz, qui valorizzato e non ridicolizzato come spesso accade ai bravi attori nei blockbuster, e la Milady di Milla Jovovich, moglie e musa del regista, che negli sfarzosi panni di una letale e sexy spia dai capelli rossi, si riscatta dal piattume dei vari “Resident Evil”: il rapporto di amore-odio tra Milady e Athos (Matthew Macfadyen) riesce quasi a dare una nota adulta al film.

Dall’altro lato, gli inserti comici riescono per una volta a far veramente sorridere. Infine, nella sceneggiatura non vi è traccia dell’anti-francesismo che ammorba tipicamente i blockbuster hollywoodiani: tutti combattono per l’onore della Belle France e la gallica (anzi guascona) spavalderia di D’Artagnan (Logan Lerman) è uno dei punti di forza del protagonista e quindi del film.

16/10/2011

Cast e credits

Titolo Originale
The three musketeers
Distribuzione
01 Distribuzioni
Durata
110'
Produzione
Impact Pictures
Sceneggiatura
Andrew Davies
Fotografia
Glen MacPherson
Scenografie
Paul Dehnam Austerberry
Montaggio
Alexander Berner
Musiche
Paul Haslinger
Costumi
Pierre-Yves Giraud

Trama

Lo spavaldo d'Artagnan si reca a Parigi per unirsi ai leggendari tre moschettieri. Insieme vivranno rocambolesche avventure tra intrighi di corte e navi volanti.
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